Cronaca

A Ponte di Legno la montagna studia per riprendersi i terreni abbandonati

Da venerdì a domenica a Pezzo la 36esima edizione degli Incontri Tra/Montani per mettere a fattore comune l’esperienza della Associazioni fondiarie
Giuliana Mossoni
Il futuro della montagna: se ne discute a Pezzo di Ponte di Legno nel fine settimana
Il futuro della montagna: se ne discute a Pezzo di Ponte di Legno nel fine settimana

Vivere e lavorare in montagna nonostante prati, pascoli e boschi vengano continuamente abbandonati e le proprietà siano frammentate in centinaia di piccoli appezzamenti. Muove da qui la trentaseiesima edizione degli Incontri Tra/Montani, in programma da venerdì a domenica a Pezzo di Ponte di Legno, quest’anno dedicata a «Le associazioni fondiarie e la cura del territorio». L’iniziativa è nata nel 1990 proprio dall’idea di creare una rete tra associazioni e comunità delle vallate alpine, mettendo in comune esperienze e problemi. Nel tempo, il progetto si è allargato anche a realtà svizzere, austriache e francesi e a coordinarlo c’è il camuno Giancarlo Maculotti.

Insieme

Al centro ci saranno le Asfo, Associazioni fondiarie, strumenti che consentono di mettere in gestione comune fondi molto frazionati, lasciandone però intatta la proprietà. Proprio a Pezzo, nel giugno 2025, alcuni giovani della Vicinia, con il sostegno del Comune e il coinvolgimento di numerosi privati, hanno dato vita alla prima Asfo della Valcamonica. In breve tempo l’associazione ha raccolto oltre 200 terreni, per più di 40 ettari, con l’obiettivo di recuperare superfici incolte e reinvestire eventuali ricavi nelle manutenzioni. Altre esperienze bresciane sono l’Asfo Monte Maddalena, che riunisce proprietà pubbliche e private per una superficie complessiva di 253 ettari e punta alla gestione responsabile dei boschi, alla prevenzione degli incendi e del dissesto idrogeologico e all’adattamento ai cambiamenti climatici, e l’Asfo Castel Vanil di Bovegno, impegnata nella cura e valorizzazione dei boschi e del territorio valtrumplino.

Il programma

La tre giorni di Pezzo sarà un’occasione per tentare di dare una risposta ad una domanda concreta: come trasformare terreni oggi frammentati e abbandonati in una risorsa per chi continua a vivere e lavorare in montagna. Il programma prenderà il via venerdì alle 17.30 con l’introduzione di Maculotti e la presentazione dell’Asfo Pezzo. Sabato dalle 9 spazio ai contributi di Angelo Fossati, Sara Sandrini e dei rappresentanti delle Asfo di Valcorta, Valmalenco, Piemonte e di Regione Lombardia. Nel pomeriggio il confronto si allargherà a spopolamento, agricoltura e allevamento nelle diverse vallate, mentre alle 18.30 sarà proiettato il documentario I 100 giorni di Carlo Limonta. Domenica, infine, dalle 9 alle 12.30, visite guidate a piedi nel territorio di Pezzo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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