Multe più salate fino a sei volte, con punte di 18.000 euro se gli illeciti provocheranno moria di pesci. È un giro di vite severo quello approvato giovedì scorso dal Consiglio regionale nel nuovo regolamento sulla pesca nei laghi di Garda, Iseo e Como, ma anche in fiumi e torrenti lombardi (legge 31/2008).
Il nuovo regolamento
L’organo di governo, riunito al Pirellone per l’assestamento di bilancio, ha ripreso quanto deciso in precedenza dalla commissione Agricoltura e ha inasprito gli interventi contro la pesca di frodo o quanti, professionisti o dilettanti, non rispetteranno i dettami pensati per proteggere pesci e eco-sistemi idrici.
Il cambio di passo riguarda una serie di capitoli, tra cui i più rilevanti sono gli aumenti da 1.000 a 6.000 euro per pesca con attrezzi e mezzi non consentiti, da 3.000 a 15.000 euro per uso di reti fuori misura e storditori, da 5.000 a 18.000 per provocate morie di pesce, da 2.000 a 12.000 per la mancata tutela del Carpione del Garda o degli storioni autoctoni, e da 400 a 1.500 euro per la reimmissione del pesce siluro. In caso di recidiva è prevista la revoca delle licenza.
Sulle altre decisioni
Se le multe sono passate senza polemiche, a scaldare gli animi della politica e dei pescatori sono state invece le altre decisioni ratificate tre giorni fa dal Consiglio. In particolare l’introduzione del libretto segna-catture elettronico (da abbinare al cartaceo), l’obbligatorietà di conteggio e pesatura del pescato prima di scendere dalla barca, e l’istituzione di un Tavolo blù di confronto, finanziato con l’aumento di 10 euro nel costo delle licenze di pesca (nuove e rinnovi).
A difendere quanto approvato sono la Lega, che con Floriano Massardi ha la presidenza della Commissione, Forza Italia e le otto associazioni qualificate lombarde dei pescatori dilettanti. Per l’assessore Massardi e il consigliere Cappellari, per esempio, «Il Tavolo blù è un canale permanente di ascolto e confronto tra l’assessorato e le associazioni più rappresentative dei territori, per poter agire in modo più mirato», mentre per le otto associazioni dilettantistiche «l’introduzione del libretto elettronico è corretta perché, garantendo una raccolta immediata dei dati, sarà anche garanzia di maggiore e immediato contrasto alle frodi».
Pareri diversi
Di diverso avviso Fratelli d’Italia, che con il vicepresidente Carlo Bravo ha votato contro il provvedimento, ma anche i pescatori professionisti gardesani, iseani e comaschi, e il Consorzio Vallecamonica. Per il consigliere sebino Diego Invernici, «il libretto elettronico è dannoso al lavoro delle imprese professionali, costrette a perdere troppo tempo in barca per operazioni senza senso, magari sotto la pioggia o nel vento. Il vero flagello delle colonie ittiche? Sono le migliaia di cormorani e di più ancora i siluri, non certo i lavoratori con le loro reti. Chi conosce i territori lo sa bene».



