La modifica alla Legge regionale 31/2008 e al regolamento sulla pesca nei laghi lombardi, è stata approvata qualche giorno fa dalla Commissione Agricoltura, che l’ha annunciata sottolineando «vicinanza e partecipazione dei territori». Ai territori però, o almeno a una parte degli attori dei territori, le dichiarazioni sono apparse «stonate», soprattutto alle associazioni dei pescatori professionisti del lago di Garda, dell’Iseo e del Como.
Così venerdì i professionisti delle reti hanno scritto all’assessore all’Agricoltura, Alessandro Beduschi, lamentando non solo di «non essere stati coinvolti direttamente», ma che non sarebbe «mai stata convocata e informata della volontà di modificare il regolamento nemmeno la Consulta della pesca», l’organo consultivo in cui ci sono i loro rappresentanti.
A essere insoddisfatta di come è stato gestito il lavoro è anche una parte della politica del Pirellone, perché la modifica alla legge 31/2008 è stata approvata dai rappresentanti in quota a Lega (che esprime anche il presidente, Floriano Massardi), Forza Italia e Pd, ma ha incassato il voto contrario di Fratelli d'Italia, rappresentata in commissione dal vicepresidente Carlo Bravo.
Cosa cambia
In sostanza il nuovo regolamento ha emesso l’obbligo di dotarsi di una boa segnaletica delle reti (gavitello) non più di 15 centimetri di diametro ma di 25; ha introdotto il libretto elettronico (abbinato al cartaceo) per dichiarare il pescato, e reso obbligatoria compilazione e pesatura prima di scendere dalla barca; in più ha istituito il Tavolo Blu e un finanziamento a suo favore di 5 euro, che pagherà chi rinnoverà la licenza annuale o ne farà una nuova.
Il capitolo multe invece non è stato approvato ma rimandato a un nuovo, prossimo, confronto. Le osservazioni dei pescatori professionali bresciani e comaschi puntano il dito soprattutto contro l’obbligo di segnare il pescato in barca e contro il Tavolo Blu.
Critiche
Come ricordato anche all’assessore Beduschi nella lettera spedita venerdì sera, «il libretto digitale è un aggravio per la categoria anche se potrebbe essere utile in qualche circostanza. Perché? Come possiamo compilarlo in acqua, su imbarcazioni che non sono cabinate e senza l’ausilio della bilancia, quando magari piove, c’è vento, il lago è agitato, o c’è il gelo invernale?».
Il Tavolo Blu invece «sembra un tentativo di togliere autorevolezza e potere alla Consulta della pesca, nascondendo dietro alle parole “divulgazione e promozione della pesca dilettantistica” il fine di eliminare qualsiasi forma di rappresentanza istituzionale per i pescatori di professione e le micro-piccole imprese di cui sono titolari. Non si spiegherebbe in altro modo il potere economico concessogli con la tassa di 5 euro».



