Cronaca

Paratico, al parco delle Erbe danzanti fiori e cespugli accendono la polemica

Dopo i lavori all’illuminazione, al via l’investimento da 86mila euro per ricostruire il patrimonio arboreo, ma dall’opposizione piovono critiche
Flavio Archetti
Il parco delle Erbe danzanti sul lungolago
Il parco delle Erbe danzanti sul lungolago

La costruzione di tante aiuole che abbelliscono il paese, ma ancora di più la creazione di nuove grandi aree verdi – come il parco delle Erbe danzanti ricavato sedici anni fa nell’ex area industriale delle Chiatte, e il parco Bosco dei Tassodi ottenuto a seguito della bonifica dell’ex Rio – sono parti rilevanti del lavoro pubblico compiuto in quasi tre decenni dalle Amministrazioni guidate dal sindaco Carlo Tengattini. Uno dei cavalli di battaglia alle ultime elezioni del gruppo civico che fa capo è stato proprio la mancanza di cura nei confronti di questo lavoro e della decadenza del parco delle Erbe danzanti, imputata all’Amministrazione Ministrini, che lo ha preceduto interrompendo una continuità amministrativa arrivata al quarto mandato da sindaco più uno da vicesindaco.

Il progetto

Fino a oggi, nei due anni e mezzo trascorsi da giugno 2024, la Giunta Tengattini ha investito più volte nella cura del verde urbano e oggi rilancia con l’investimento più consistente: 86.000 euro che serviranno a ricostruire il patrimonio arboreo delle Erbe danzanti, dopo che in estate erano già stati spesi 50.000 euro per rimetterne a nuovo l’illuminazione, sistemata con 44 faretti a terra, 21 lampade a led in sostituzione di quelle al sodio, 10 fari sul pergolato della piccola vigna e 4 fari di grandi dimensioni lungo il percorso parallelo alla riva del lago. Nell’area verde di circa 10.000 metri quadrati nelle prossime settimane verranno invece messi a dimora centinaia di fiori e decine di nuove piantine e cespugli, impostando un lavoro da completare in primavera che rilancerà la capacità attrattiva delle Erbe danzanti dando al parco un aspetto nuovo.

A progettare le opere sarà l’architetto Cristina Mazzucchelli, autrice del progetto originario premiato dall’Unione Europea nel 2013 per la «qualità della riqualificazione urbana e ambientale».

Le critiche

Negli ultimi giorni però il lavoro ha ricevuto anche qualche critica. A muoverla, per bocca della consigliera Clara Alberti, è stato il gruppo civico Sosteniamo Paratico, che ha puntato il dito contro lo «Spreco di economie usate per piantumare le aiole con la lavanda». Secondo Alberti «Le aiuole di lavanda sono state piantate per la prima volta nel 2024 sulle vie Garibaldi e Tengattini, con una spesa di 55.000 euro, e sono seccate nell’estate del 2025. La stessa cosa è capitata anche quest’anno, visto che dopo la piantumazione dell’autunno 2025 sono riseccate nell’estate appena conclusa. Piantare e non innaffiare per noi è sprecare soldi».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Caricamento...
Caricamento...
Caricamento...

News in 5 minuti

Cosa è successo oggi? A metà pomeriggio facciamo il punto, tra cronaca e novità del giorno.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...