Sebbene il progetto di rigenerazione sia ancora in fase di completamento, la prima estate del Parco delle Tre Ville ha aperto un nuovo fronte di scontro politico a Palazzolo. Mos, Fratelli d’Italia, Alleanza dei Moderati e Patto per il Nord hanno definito la rassegna «uno dei flop più dirompenti dell’ultima decade», criticando soprattutto la collocazione, la capienza e una programmazione giudicata «monodirezionale».
Nel mirino sono finiti anche i costi complessivi del progetto e quelli per la serie di eventi estivi, che ha coinvolto circa 3mila partecipanti, per loro troppo pochi. L’opposizione ha messo a confronto la rassegna estiva con altri appuntamenti di paesi limitrofi che hanno meno abitanti, come Pontoglio e Chiari, bollando come «radical chic» e poco popolare la programmazione palazzolese.
Le critiche
I gruppi hanno contestato inoltre la scelta di concentrare parte degli appuntamenti nel nuovo parco, sostenendo che questo avrebbe penalizzato la piazza. «Noi vediamo centrale la programmazione estiva nel centro storico», hanno scritto, proponendo per i parchi soprattutto eventi occasionali e una diversa distribuzione delle iniziative. L’Amministrazione ha però contestato la lettura dei dati, ricordando che il costo previsto per gli eventi culturali, pari a 158mila euro, è finanziato all’85% da Fondazione Cariplo e riguarda due stagioni, 2026 e 2027. La replica ha inoltre distinto la rassegna dal progetto complessivo: «Il Parco delle Tre Ville non è la rassegna estiva appena conclusa». I lavori sono ancora in corso e, secondo l’Amministrazione, «un progetto non ancora finito non può essere già dichiarato fallito».
La maggioranza del sindaco Gianmarco Cossandi ha ricordato anche le attività già avviate a Villa Lanfranchi, dove quattro realtà sono entrate attraverso il bando «Lanciami», oltre a iniziative come «Zugòm» e la Brescia Design Week, che ha registrato circa 9mila presenze in quattro giorni. Inoltre, dal Comune hanno ricordato anche la «Festa di Fine Estate, organizzata in piazza con Avis e con otto realtà gastronomiche e oltre 45 associazioni, di certo non deludente». «Ridurre un progetto così grande e complesso a una singola stagione di eventi, peraltro con ottimi risultati, significa perdere completamente di vista la natura e gli obiettivi dell’intervento – ha dichiarato l’assessora Marina Bertoli –. La critica è legittima, ma giudicare fallita una rigenerazione mentre è ancora in corso la rende solo uno slogan».



