Palazzolo, l’ex immobile degradato rinasce come centro sociale Rivanova

Luca Bordoni
Grazie ai fondi del Pnrr, un edificio storico vicino al Castello è stato riqualificato in un nuovo spazio che offrirà accoglienza e percorsi di reinserimento
L'inaugurazione del nuovo centro sociale Rivanova
L'inaugurazione del nuovo centro sociale Rivanova
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A due passi dal Castello di Palazzolo, in vicolo Malvezzi, un immobile un tempo degradato è tornato a vivere trasformandosi in un presidio sociale.

L’inaugurazione

È stato inaugurato martedì il nuovo Centro servizi «Rivanova», progetto dell’Ambito territoriale Monte Orfano che coinvolge, oltre a Palazzolo, i Comuni di Adro, Capriolo, Cologne, Erbusco e Pontoglio, realizzato grazie a un investimento di quasi 1,1 milioni di euro provenienti dal Pnrr.

A tagliare il nastro un’ampia rete istituzionale e sociale. Il sindaco Gianmarco Cossandi ha sottolineato il valore dell’intervento: «Stiamo inaugurando un nuovo servizio e restituendo vita a uno spazio degradato e dimenticato. Rivanova è un’opportunità non solo per Palazzolo ma anche per tutti i Comuni dell’Ambito. È la dimostrazione di un territorio che si prende cura delle fragilità». Il primo cittadino ha ricordato anche i numeri già attivi: dodici beneficiari a Casa Malvezzi, housing temporaneo per diciotto persone e decine di altre persone coinvolte nei servizi, frutto di «un’alleanza operativa tra enti locali, privati e associazioni».

Il centro

Il centro, gestito dalla cooperativa sociale Paese, offrirà accoglienza, orientamento, servizi essenziali e percorsi di accompagnamento. «Le fasce fragili sono sempre diverse ma diffuse – ha spiegato il presidente Eugenio Facchinetti –. Non c’è solo la povertà economica, ma anche sociale, relazionale, digitale. Rivanova nasce per affrontare in maniera multidisciplinare questi problemi». Anche il nome richiama questa visione: «Riva, il rione, e Nova, il rinnovamento». Sul valore dei fondi Pnrr si è soffermato il deputato Gian Antonio Girelli: «Non tutti sono riusciti a portare a termine i progetti come qui: sono risorse nate dalla tragedia del Covid per ricostruire il tessuto sociale».

Concetto ripreso dall’assessora regionale Simona Tironi, che ha evidenziato come «questo Ambito funzioni benissimo perché lavora insieme e parte dai bisogni del territorio». Sono intervenuti anche la direttrice generale dell’Asst Franciacorta Alessandra Bruschi, Valeria Negrini presidente di Federsolidarietà Lombardia, il segretario generale di Confcooperative Brescia Michele Pasinetti, Daniele Cuni, responsabile di Rivanova, e Ombretta Pedercini, assessora ai Servizi sociali e presidente dell’Ambito Monte Orfano.

Emozioni

Momento toccante è stata l’intitolazione dello spazio alla memoria di Bruno Ambrosetti, storico volto del Mcp, il Movimento cooperativo palazzolese. Un ricordo condiviso insieme ai figli Sara e Alessandro, oggi presidente della Cooperativa Sociale Palazzolese. La casetta del pronto intervento è stata invece dedicata a Edoardo Facchinetti di Entratico (coop Paese). La cerimonia si è conclusa con la benedizione del parroco, monsignor Maurizio Funazzi, che ha augurato a Rivanova di divenire un punto di riferimento per chi vive situazioni di marginalità, offrendo non solo servizi, ma percorsi di dignità e reinserimento.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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