Cronaca

Palazzolo, chiesa nel mirino dei ladri: rubato (di nuovo) il tagliaerba

Nuova incursione nella chiesa della Santissima Trinità, già colpita dodici mesi fa. I ladri hanno provocato danni per diverse centinaia di euro e rubato ancora un tosaerba
Emma Crescenti
La chiesa della Santissima Trinità a Palazzolo, chiamata anche Sant'Alberto - © www.giornaledibrescia.it
La chiesa della Santissima Trinità a Palazzolo, chiamata anche Sant'Alberto - © www.giornaledibrescia.it

Sono entrati nella chiesa della Santissima Trinità di Palazzolo in cerca di qualcosa di prezioso da rubare, per la seconda volta nel giro di due anni. E sempre per il secondo anno di fila, a margine dei danni causati dall'incursione, il bottino è stato lo stesso: un tagliaerba, custodito nella piccola canonica e utilizzato per la cura del verde, e null'altro.

Il colpo

Il colpo presumibilmente è andato a segno nella notte tra il 27 e il 28 ottobre. Ad accorgersi del furto è stato il custode dell'edificio storico di via Santissima Trinità, conosciuta dai palazzolesi anche come la chiesa di Sant'Alberto: il volontario nel pomeriggio di mercoledì si è recato sul posto e ha trovato i segni dello scasso e dell'irruzione. Stando alle ricostruzioni i ladri, coperti dal buio, hanno forzato la serratura del cancello di ferro posto all'ingresso al sagrato. Poi hanno preso di mira i portoni, riuscendo ad aprire quello sul lato est.

Una volta entrati nella chiesa hanno messo a soqquadro la sacrestia, passando in rassegna armadi, cassetti e ogni angolo delle stanze in cerca di oggetti di valore. «Ma lì non teniamo nulla, anche perché è una chiesa poco utilizzata», spiega il parroco monsignor Maurizio Funazzi, subito avvisato dall'incursione. La banda ha cercato fortuna altrove, facendosi strada attraverso il portoncino di ingresso alla piccola canonica, ma anche lì non ha trovato niente: «Ci sono solo i nudi muri». Per non fuggire a mani vuote, alla fine i malviventi si sono portati via solo un tosaerba, mentre la conta dei danni ammonta a diverse centinaia di euro.

Un copione quasi uguale a quello del furto avvenuto l'anno scorso, dalla modalità (avevano scassinato il portone della canonica) alla refurtiva. «Anche in quella occasione si erano portati via un tosaerba», conclude il parroco, quasi incredulo. All'epoca i ladri avevano anche divelto alcune delle canali poste sull'esterno dell'edificio pensandole di rame, per poi abbandonarle a terra dopo aver appurato il poco valore.

L'episodio recente nel frattempo denunciato ai carabinieri che oggi, assieme al colleghi del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Monza, stanno indagando su altri furti avvenuti nelle scorse settimane: a Pontoglio, dove la reliquia di Sant'Antonio è stata trafugata dall'omonima chiesetta, e a Provaglio d'Iseo, dove 4 calici erano stati rubati dalla chiesa di Provezze.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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