Una questione di una manciata di euro. Quelli del costo di una birra forse erroneamente aggiunta al conto. Tanto è bastato per scatenare la rabbia fuori controllo di due avventori, padre e figlio, residenti in Valcamonica, nei confronti della barista di un locale di piazza Loggia prima e degli agenti della Locale intervenuti per calmarli poi. E il bilancio a fine serata è stato pesante: figlio arrestato per resistenza, lesioni e danneggiamento, padre denunciato e quattro agenti in pronto soccorso con prognosi fino a 15 giorni.
La lite
Tutto è iniziato quando è stato il momento di pagare il conto: i due uomini hanno contestato con insistenza il numero di birre segnate sul conto, sostenendo che fosse superiore a quelle effettivamente consumate. La discussione con la commessa è rapidamente degenerata: ai toni alti sono seguite minacce dirette ed esplicite e atteggiamenti intimidatori che hanno terrorizzato la giovane donna. Le urla hanno richiamato l’attenzione di una pattuglia della locale in servizio appiedato in centro storico ma quando gli agenti sono avvicinati per capire cosa stesse accadendo la situazione è ulteriormente precipitata: anziché fermarsi e collaborare, i due prima si sono rifiutati di fornire le generalità o mostrare i documenti, poi sono passati agli insulti e alle minacce e infine, quando si è cercato di trasferirli in comando con il supporto di altre pattuglie giunte in supporto per evitare che colpissero la cameriera, hanno innescato una violenta colluttazione, sferrando calci e pugni e danneggiando l’auto di servizio.
In comando
Neppure negli uffici di via Donegani i due si sono calmati. Il figlio, 20 anni, il più agitato dei due, ha colpito con tale violenza la porta della camera di sicurezza in cui era ospitato arrivando a danneggiare la porta blindata. Per lui è scattato l’arresto.




