Il giorno dopo, se è possibile, è ancora più difficile. Perché lo shock, dovuto a una tragedia devastante e inaspettata, poco alla volta lascia spazio al dolore, profondo e straziante. E poi c’è la sofferenza di chi, di fronte a quella morte, non riesce a trovare risposte; si interroga, fruga nei cassetti della memoria in cerca di un segnale, anche di quello più piccolo, per dare senso al gesto estremo di un uomo di soli 32 anni, che evidentemente non è riuscito a trovare un modo per affrontare la propria di sofferenza.
Il cordoglio
Ed è così che il Comune di Ospitaletto, dove l’agente di Polizia locale che ieri, venerdì 29 maggio, si è sparato al Comando con la pistola di servizio - chiuso in bagno, mentre fuori c’erano il padre e due colleghi - si stringe alla famiglia dell’uomo, in un momento difficile «un tragico evento che lascia tutti attoniti». Frase impersonificata dalla sindaca Laura Trecani, che venerdì pomeriggio è rimasta diverse ore fuori dagli uffici della Locale in via Padana Superiore, mentre la Scientifica dei carabinieri effettuava il sopralluogo.
Tantissimi i commenti di cordoglio pubblicati sotto il post su Facebook dell’Amministrazione comunale di Ospitaletto, tra questi anche quelli di altri sindaci del Bresciano e di rappresentanti della Locale di altri comuni.
Incredulità
L’agente, residente nella Bassa con la sua famiglia, prima di entrare in servizio a Ospitaletto circa due anni fa, aveva lavorato per altri Comuni, anche in quello in cui abitava. Nel 2021, quando era a Monte Isola - anche qui c’è incredulità e dolore - si era reso protagonista anche di un gesto eroico, aiutando due persone che erano fuggite dalla loro casa in fiamme.
L’autopsia
La salma non è stata ancora restituita alla famiglia per l’ultimo saluto, perché il pm ha disposto l’autopsia, anche se nessun fascicolo è stato aperto in Procura.



