Cronaca

Ospitaletto, agente si spara al Comando: muore davanti al padre

L’uomo, residente nella Bassa, aveva 32 anni: prima le lacrime chiuso in bagno nella sede della Polizia locale, poi il colpo d’arma da fuoco
Simone Bracchi

Simone Bracchi

Giornalista

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Soccorritori al Comando della Locale di Ospitaletto

Hanno alzato la voce per farsi sentire. Hanno bussato con insistenza alla porta del bagno, dove poco prima si era chiuso a chiave in lacrime. La stessa porta che dopo quel tremendo e agghiacciante colpo di pistola, risuonato in tutto il Comando di Polizia locale, i due colleghi hanno sfondato a calci e a pugni. Quello che si sono trovati davanti agli occhi ha pietrificato entrambi.

Ma non è nulla di paragonabile a quello che deve aver vissuto il padre dell’agente di Polizia locale di 32 anni, che ieri pomeriggio si è sparato alla testa con la pistola d’ordinanza poco dopo aver iniziato il turno pomeridiano. Il padre lo aveva accompagnato al lavoro, perché soltanto poche ore prima il figlio aveva avuto un problema con l’auto.

Il fatto

È successo dopo le 14.30. In quel momento all’interno degli uffici di via Padana Superiore, oltre al padre, erano presenti il vicecomandante e un altro agente. È stato lui a chiamare immediatamente il 112 e a precipitarsi in strada, chiedendo agli operai, che stavano eseguendo dei lavori proprio davanti all’ingresso del Comando, di fare spazio.

Nessuno di loro aveva sentito lo sparo, il suono era stato soffocato dal forte rumore dei mezzi utilizzati per i lavori.

I soccorsi

Nel giro di pochissimo la strada, già paralizzata dal cantiere, è stata bloccata dalle auto dei carabinieri della stazione locale e della Compagnia di Chiari, che hanno fatto largo al furgone della Scientifica dell’Arma e ai mezzi del 118, mentre l’elisoccorso è atterrato in un campo poco distante.

L’agente ferito è stato trasportato d’urgenza alla Poliambulanza, ma per lui non c’è stato nulla da fare. Sul posto è intervenuto anche il sostituto procuratore Carlo Milanesi, anche se sul fatto che si sia trattato di un gesto estremo,non sembrerebbero esserci dubbi.

Ora più che altro sarà importante capire cosa abbia spinto un uomo così giovane, in servizio a Ospitaletto da circa due anni, a premere il grilletto della pistola puntata contro se stesso.

Il dolore

Fuori dal Comando, mentre la Sis effettuava i rilievi, accanto agli agenti che hanno visto morire il collega, c’era anche la sindaca di Ospitaletto, Laura Trecani. Visibilmente sconvolta, non ha voluto rilasciare commenti. Ma non solo gli amministratori. Poco prima che i carabinieri liberassero la scena, altre persone si sono avvicinate agli agenti, incredule per quanto successo. «Ci avevo parlato pochi giorni fa, non so cosa dire».

I precedenti

La tragedia di ieri riporta alla memoria altri episodi simili avvenuti nel Bresciano. Nel 2013 e nel 2017 era toccato a due agenti di Darfo Boario: il primo si era tolto la vita in armeria, la seconda negli spogliatoi.

Nel 2016, sempre con l’arma d'ordinanza, era stata un’agente della Locale di Travagliato a compiere il gesto estremo, mentre nel 2020, seduto nell’auto di servizio parcheggiata nel cortile del Comando, si era sparato un agente della Locale di Palazzolo.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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