Cronaca

Nuovo ospedale di Desenzano, fissati i paletti per tutelare l’area

Al tavolo tecnico il Comitato chiede di valutare ogni possibilità: necessari parcheggi definitivi prima dei lavori e trasparenza
Alice Scalfi
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Comitato ospedale di Desenzano, le richieste

Bloccare ogni rischio di speculazione, garantire parcheggi definitivi prima dei lavori, potenziare i reparti per le patologie in crescita. E la trasparenza, su tutto. Sono alcuni dei paletti fissati dal Comitato «Manteniamo l’ospedale di Desenzano sul Montecroce» nella proposta ufficiale trasmessa a Regione, Ats, Asst, Provincia e Comune.

O meglio al tavolo tecnico che è al lavoro per definire il futuro della struttura sanitaria. Il documento prende le mosse dall’ipotesi di un ampliamento nell’area oggi destinata a parcheggio dei dipendenti. Il Comitato continua a chiedere che tutte le alternative vengano valutate in uno studio comparativo, ma detta intanto le condizioni che, se questa strada verrà scelta, dovranno essere rispettate.

Condizioni

Primo punto: la tutela dell’area Montecroce. Si chiede un vincolo formale e permanente di destinazione sanitaria e sociosanitaria, opponibile a terzi, per escludere qualsiasi rischio di dismissione o speculazione. Altro nodo, i parcheggi. Per il Comitato gli stalli definitivi per dipendenti e utenti vanno realizzati prima dell’apertura del cantiere, evitando soluzioni provvisorie che significherebbero consumo di suolo e spreco di risorse.

Sul piano sanitario, la proposta chiede reparti di riabilitazione cardiologica e neurologica e nuove unità operative per patologie in crescita come oncologia e disturbi alimentari, così da garantire percorsi di cura completi. Centrale anche la valorizzazione del personale: incentivi, alloggi e percorsi formativi per attrarre e trattenere professionisti qualificati. Accanto a questi temi, il Comitato rivendica massima trasparenza. Propone la pubblicazione semestrale dello stato di avanzamento e delle spese, l’accesso pubblico agli atti e la creazione di una consulta permanente di cittadini e operatori sanitari.

Percorso

Non manca il richiamo al lascito testamentario che ha dato origine al Montecroce: il Comitato chiede un parere legale per confermare l’inamovibilità del vincolo, a tutela della volontà originaria. Infine, viene ribadita la necessità di un confronto comparativo fra tutte le soluzioni – ristrutturazione, ampliamento, nuova costruzione – con analisi di costi, tempi e impatti ambientali. Solo uno studio trasparente e documentato, sostengono i promotori, potrà orientare la decisione finale.

La proposta del Comitato si inserisce in un percorso già avviato: nei giorni scorsi il tavolo politico locale aveva presentato la propria linea, puntando sulla soluzione «ibrida» con recupero dell’esistente e nuova costruzione nell’area parcheggi. Una posizione che aveva trovato riscontro positivo anche da parte del sindaco Guido Malinverno.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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