Si accende a Orzinuovi lo scontro politico attorno alla realizzazione della nuova mensa della primaria, un intervento iniziato nel 2022 e che finisce sotto i riflettori ad inizio anno scolastico.
Al centro delle critiche dell’associazione e del gruppo consiliare Orzifutura, guidato da Michele Scalvenzi, vi sono i tempi di realizzazione e l’aumento progressivo dei costi. «L’opera, partita con un finanziamento del Pnrr di circa 1 milione e 190mila euro e ultimata nel maggio 2025 si è rivelata inadeguata rispetto alle necessità», sottolinea il gruppo di Orzifutura.
La struttura è stata inizialmente progettata con una capienza fortemente insufficiente rispetto alle esigenze: circa 100 posti a sedere per 429 alunni, un vincolo che avrebbe imposto una continua turnazione.
A maggio 2025 l’amministrazione comunale riferisce che i lavori sono terminati; poi però, per rimediare al limite dei posti, nel maggio 2026 approva un progetto di adeguamento da 985mila euro di fondi comunali, trasformando il piano terra da cucina a refettorio e portando la spesa totale a quasi 2 milioni e 200mila euro. Quindi, continua la minoranza, «locali appena realizzati vengono demoliti e riadeguati, per recuperare superfici. La mensa, progettata per preparare i pasti al proprio interno, diventa ora senza cucina, con la necessità di affidarsi a operatori esterni. A ciò si aggiunge un forte ritardo nei lavori e un inestetico impatto urbanistico su un’area di pregio».
La replica
A replicare sono il sindaco Laura Magli e il senatore Gianpietro Maffoni: «Gli alunni interessati sono 357, perché i bambini dell’infanzia disporranno di altri spazi mensa - precisano -: sapevamo peraltro che le risorse che abbiamo ricevuto dal Pnrr non sarebbero state sufficienti a rispondere alle esigenze del nostro polo scolastico, ma l’abbiamo giudicata comunque un’opportunità da non perdere». «Ora - aggiunge l’assessore Luca Bulla - per andare incontro alle esigenze didattiche del tempo pieno, adegueremo la struttura per avere 400 posti in un unico turno e in unico luogo».
«La riorganizzazione degli spazi - continuano Magli e Maffoni - prevede la demolizione di una parete e un ampliamento da 450 a 650 metri quadrati. Se poi vogliamo essere pragmatici, a lavori fatti avremo un’opera del valore di più di 2 milioni di euro, che al Comune costerà effettivamente solo 693mila euro, grazie al ribasso d’asta. Le risorse destinate alla scuola sono un investimento su bambini e famiglie».



