Cade a Orzinuovi un simbolo di degrado all’ingresso del paese, per fare spazio all’innovazione. Il Gruppo AB ha completato lo scorso mese l’acquisto dello storico capannone dell’ex Frendo in via Adua, su un’area di 50 mila metri quadrati, per costruirvi un polo produttivo.
La storia
La struttura della Frendo Abex affonda le sue radici in una storia complessa. Fondata nel 1936, ha aperto lo stabilimento di Orzinuovi nel 1969. Per quarant’anni l’impianto, assorbito poi dalla Tmd Friction, è stato un punto di riferimento nella produzione di freni e frizioni per autoveicoli con circa 180 dipendenti. Nel 2009 la chiusura definitiva dei battenti.
Successivamente l’immobile era stato rilevato da Mario Gavazzoni, patron del centro commerciale Le Piazze, senza tuttavia vedere mai l’avvio di una vera ristrutturazione. Il Gruppo AB ha dapprima eseguito carotaggi approfonditi per verificare la presenza di amianto, lavorato durante la produzione dei freni. Il sito è risultato bonificato e sicuro. Il piano di intervento sulla ex Frendo prevede ora il rifacimento completo della facciata su viale Adua e la sistemazione della struttura coperta, che si estende per un totale di 25 mila metri quadrati. A conferma dell’intenso piano di espansione dell’azienda sul territorio, proprio lunedì scorso è stato inaugurato, a poche centinaia di metri dalla ex Frendo, il nuovo polo produttivo AB 21: 16 mila mq, nati dalla riqualificazione dell’ex discoteca Kaluà, che daranno lavoro a circa 100 collaboratori.
«Sulla ex Frendo invece vogliamo realizzare un centro produttivo – ci riferisce il presidente e fondatore di AB, Angelo Baronchelli –. Abbiamo già altre strutture di questo tipo a Villachiara e a Orzinuovi e intendiamo completare il nostro ambito produttivo proprio su questo nuovo sito, riorganizzandolo in funzione della nostra crescita».
Fase positiva
Non si tratterà soltanto di un restyling architettonico, ma di un vero e proprio polo industriale integrato: «Qui realizzeremo i sottosistemi che verranno poi assemblati negli altri stabilimenti – continua Baronchelli –. È un investimento che nasce in un momento in cui abbiamo forte necessità di ampliare i nostri spazi. Stiamo vivendo una fase molto positiva, che va assecondata con nuove risorse, mantenendo sempre ben saldo l'obiettivo di concentrare la produzione in Italia e, nello specifico, a Orzinuovi. Stiamo crescendo a ritmi importanti, il mercato ci richiede servizi e continuiamo a inserire centinaia di nuove figure professionali, dagli operai agli ingegneri, fino al personale amministrativo».
Un’espansione che si intreccia con un altro grande progetto di rigenerazione urbana già avviato in zona: «Ristruttureremo anche l’Orceana Park, acquistato lo scorso anno. Qui collocheremo entro 5 anni la nostra nuova sede e gli uffici centrali, dopo un profondo restyling».



