«Ormai è morta». Così Paolo Burlon, assessore al Bilancio, all'Ecologia e al Decoro urbano del Comune di Prevalle, descrive, senza troppi giri di parole, le conseguenze della pesante capitozzatura eseguita su un cedro privato tutelato in località Masserina.
L'episodio risale all'autunno del 2025 e, dopo una segnalazione, il Comune e la Polizia Locale hanno avviato gli accertamenti necessari per ricostruire quanto accaduto, un percorso che si è protratto per diverso tempo poiché, come spiega Burlon, «abbiamo avuto qualche difficoltà nel rintracciare il proprietario».
Nei suoi confronti è stata applicata una sanzione amministrativa di 300 euro e, come previsto dal «Regolamento del verde», dovrà inoltre compensare il danno ambientale provocato attraverso la messa a dimora di tre nuovi alberi. «Le nuove piantumazioni saranno effettuate con ogni probabilità nella zona del Bici Grill durante il tardo autunno di quest’anno».
Del cedro, nel frattempo, è rimasto soltanto il tronco e, come osserva l'assessore, «la pianta si è seccata ed è ormai morta». Il risultato è che il proprietario, oltre alle spese già sostenute per il taglio, dovrà affrontarne di nuove per procedere al suo abbattimento.
La capitozzatura: cosa è, perché è vietata
La capitozzatura è una pratica espressamente vietata sia dal Regolamento sia dai criteri ambientali minimi introdotti dal Ministero dell'Ambiente. «Queste norme vietano la capitozzatura, la cimatura e tutta una serie di operazioni che risultano deleterie per le piante. Purtroppo c'è ancora chi deve adeguarsi a quelle che oggi sono considerate buone pratiche nella gestione del verde», evidenzia Burlon.
Il caso riporta inoltre l'attenzione sul «Regolamento del verde» adottato dal Comune nel 2020, uno strumento nato per tutelare il patrimonio arboreo e paesaggistico del territorio. «Prima del 2020 non esisteva e all'interno del Pgt erano presenti soltanto alcune disposizioni. Abbiamo invece voluto creare uno strumento dedicato, introducendo il divieto di pratiche come la capitozzatura, la sbrancatura e la cimatura, ma anche specifiche forme di tutela per gli alberi più grandi e per i filari campestri».
«Questo non significa che non si possano abbattere delle piante, ma che debba essere mantenuta una funzione ecologica. Non si può fare tabula rasa: è necessario lasciare alcune essenze oppure prevedere nuove piantumazioni, in modo da compensare la perdita del verde esistente».
Una filosofia che il Comune porta avanti da anni attraverso interventi di sostituzione e nuove messe a dimora. «Ogni anno piantiamo nuovi alberi in paese, cercando di incrementare il patrimonio verde del territorio», conclude l'assessore.



