Tre omicidi in casa nel Bresciano, in autunno ripartono i processi

Si definiranno in primo grado due matricidi, quelli di Nerina Fontana e Santina Delai. L’uxoricidio di Nuvolento arriva in Appello
Il tribunale di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
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Due matricidi e un uxoricidio, tre delitti maturati al culmine di discussioni tra le mura domestiche. Tre casi di cronaca nera in cui i colpevoli, in due casi su tre, sono stati trovati sul luogo del delitto ad attendere le forze dell’ordine e il terzo in cui l’ammissione delle responsabilità è arrivata dopo poche ore. Vicende giudiziarie che hanno inevitabilmente catturato l’attenzione del pubblico oltre gli addetti ai lavori e che, nelle prossime settimane, torneranno in aula dopo le pause estive.

Verso la sentenza

Ruben Andreoli in aula durante il processo © www.giornaledibrescia.it
Ruben Andreoli in aula durante il processo © www.giornaledibrescia.it

È alle battute finali e potrebbe arrivare a sentenza già a metà settembre il processo a carico di Ruben Andreoli, magazziniere di 47 anni, che il 15 settembre 2023 aveva ucciso a calci e pugni la madre Nerina Fontana nella loro casa di Sirmione. Il 10 luglio scorso in aula è stato sentito lo psichiatra Giacomo Filippini che ha presentato l’esito della sua perizia: «Andreoli è capace di intendere e di volere» mentre per il medico ci sono dubbi sui futili motivi: «La tensione che aveva accumulato nei confronti della madre aveva radici profonde». Si torna in aula il 9 settembre quando dovrebbero iniziare la requisitoria del pubblico ministero.

I testimoni

Devono ancora essere sentiti diversi testimoni invece nel processo a carico di Mauro Pedrotti che il 7 febbraio 2024 a Puegnago ha ucciso la madre Santina Delai. Pedrotti in un primo momento aveva cercato di far sembrare il delitto opera di un rapinatore ma, messo alle strette dagli inquirenti, dopo qualche ora ha confessato. L’udienza è prevista il 18 settembre.

In Appello

Tempo di Appello invece, l’8 ottobre, per l’uxoricidio di Nuvolento. Il 28 gennaio 2023 Raffaella Ragnoli, al culmine di una discussione esplosa mentre cenavano, aveva accoltellato il marito Romano Fagoni davanti al figlio minorenne. In primo grado la donna è stata condannata all’ergastolo, una sentenza più pesante dei 24 anni chiesti dalla Procura. La difesa ricorre in Apello ribadendo che la donna abbia agito per legittima difesa mentre il marito minacciava il figlio con un coltello.

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