Sette, forse otto interminabili minuti. Tanto ci avrebbe impiegato Mauro Pedrotti ad uccidere la madre secondo i medici legali incaricati dalla procura di ricostruire gli istanti dell’omicidio di Santina Delai. Un’eternità se con l’immaginazione ci si porta nella casa di Puegnago del Garda dove viveva la 76enne e si contano tutti i secondi in cui, la mattina del 7 febbraio dello scorso anno, suo figlio è rimasto con le dita strette attorno al suo collo.
Il processo
Il dettaglio, uno dei pochi elementi di novità di un’amarissima vicenda che grazie alla confessione dell’imputato non presenta lati oscuri, è emerso nel corso del processo che l’uomo sta affrontando davanti alla Corte d’assise. Al fianco dell’avvocato Giovanni Brunelli, ieri Mauro Pedrotti, per la prima volta, è comparso davanti al presidente Roberto Spanò ed ha assistito di persona alle testimonianze dei carabinieri che per primi intervennero a casa di sua madre, dei medici legali e degli investigatori che effettuarono analisi sulla sua situazione economico e patrimoniale.



