A poco meno di una settimana dall’omicidio di Meleqe Lusha, la 39enne di origini albanesi trovata senza vita nel suo appartamento di via Tagliata a Chiari all’alba dello scorso martedì, un’altra mamma perde la vita in casa e un altro figlio finisce in carcere con l’accusa di averla uccisa brutalmente. È accaduto a Palosco, nella Bergamasca, appena oltre l’Oglio, ad una manciata di chilometri di Palazzolo. Vittima è Emilia Bianchi, 71 anni. La donna è stata trovata nella sua camera da letto senza vita in mattinata, in via Antonio Gramsci nel cuore della cittadina bergamasca. Il suo corpo era in una vistosa chiazza di sangue. A provocarla, stando ad una prima ricostruzione, diverse coltellate. Numerose e, non escludono gli inquirenti, anche risalenti a diverse ore prima. Addirittura a venerdì.
Poche decine di minuti dopo il ritrovamento del cadavere della donna i carabinieri della compagnia di Treviglio hanno fermato suo figlio: Mattia Bonassi, 47enne che vive nella stessa palazzina della madre, solo al piano di sopra.
La scoperta
A dare l’allarme e a mettere gli inquirenti sulle sue tracce, un’amica della signora Emilia. Dopo averla chiamata inutilmente al telefono, insospettita dal suo prolungato e immotivato silenzio, la signora si è presentata al suo campanello. Una volta al cancello dell’abitazione ha chiesto anche al figlio di controllare cosa le fosse successo. Lui non solo non lo avrebbe fatto, ma avrebbe anche impedito alla donna di entrare, attirando su di sé tutti i sospetti.

Tempo pochi minuti e il 47enne si è ritrovato gli agenti della Polizia locale al cancello. E a quel punto si è trovato costretto ad aprire, squarciando così il velo sull’orrore. Scoperto il cadavere della donna, nel volgere di poco in via Gramsci anche i carabinieri. In casa, oltre al corpo senza vita di Emilia Bianchi, i militari hanno trovato anche suo figlio. Lo hanno trattenuto e poi portato in caserma. La porzione di strada che incrocia via Paolo VI è stata transennata. Sul posto sono arrivati anche gli uomini della Sezione investigazioni scientifiche per i rilievi. La scena del delitto è stata isolata. I militari hanno preso impronte, rilevato tracce biologiche e sequestrato alcuni coltelli presenti nella casa della donna.
Il movente
Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Cinzia Clemente hanno da subito battuto la pista famigliare. In particolare scandagliato i rapporti con il figlio Mattia Bonassi. Nella villetta che i due condividevano - hanno riferito diversi testimoni che ieri mattina si sono ritrovati in via Gramsci richiamati dall’eco dell’orrore - i rapporti tra la donna e suo figlio (uno dei tre avuti dal marito di origini palazzolesi) erano tesi da tempo. A pesare sul menage famigliare il demone della droga. A Palosco in tanti sapevano che Emilia da anni sopportava e subiva. Nessuno forse si aspettava quest’epilogo. Nessuno, quando la voce della sua morte si è diffusa per il paese, è rimasto del tutto spiazzato.
Trattenuto in caserma Mattia Bonassi è stato fermato in serata con l’accusa di omicidio volontario e portato in carcere a Bergamo in attesa della convalida del fermo.




