Un fiera, quella delle cipolle o delle «sigole», che fino alla metà degli anni Cinquanta ha rappresentato molto, sia dal punto di vista economico, sia umano nel medio e alto Garda Bresciano e Veronese, con acquirenti anche dal Trentino.
Tra storia e tradizione
Dopo decenni di oblio due anni fa è arrivata la decisione di riproporre «La Fiera delle cipolle» in piazza a Gargnano. Un tempo, ricordano i «vecchi» del paese o ora i loro nipoti, in località Fossa, a ridosso della banca ora chiusa, si vendevano maialini.
Era un via vai di barche e carretti. A Gargnano venivano ad acquistare cipolle che spesso provenivano dal Veneto, principalmente da Brenzone, o dai monti dell'alto Garda, ma anche carbone e le aole, pesci ormai scomparsi anche dal Benaco. Uno scambio di merci che aiutava le famiglie dal punto di vista economico.
La festa oggi
Oggi la festa è diversa. Con bancarelle che propongono anche altro, attirando soprattutto turisti in cerca di prodotti tipici. Uniti nella rassegna che un tempo richiamava migliaia di persone provenienti anche da Valvestino, nei secoli scorsi oltre confine dato che l'Impero austro-ungarico era a 3 km.
La festa, organizzata dalla Pro Loco, si rinnova oggi fino alle18 nelle piazza principali di Gargnano. In programma ci sono l’esposizione di antichi mestieri, giochi antichi e la presenza della delegazione di Brenzone, l’esibizione del Coro Montepizzocolo e della Banda di Brenzone. Tante attrattitve per una festa antica che continua a piacere.



