Cronaca

Un nuovo inizio dopo il carcere: a Bienno nasce Casa Disma

La struttura vuole favorire il reinserimento sociale e lavorativo degli ex detenuti. L’inaugurazione il 14 novembre
Giuliana Mossoni
Casa Disme
Casa Disme

Dopo il carcere una delle cose più difficili è trovare un lavoro, una casa e le condizioni per ricostruirsi una vita. A Bienno è nata una risposta per tutte queste necessità: si chiama Casa Disma ed è il nuovo progetto di reinserimento sociale della cooperativa S-Luce, che sarà inaugurato il 14 novembre.

Il progetto

Si tratta di una struttura pensata per accogliere persone provenienti da percorsi di detenzione e accompagnarle verso il recupero dell’autonomia personale ed economica. La struttura è stata ricavata all’interno della sede operativa della cooperativa, attraverso la ristrutturazione di alcuni locali trasformati in un appartamento con tre posti letto. Gli ospiti potranno seguire percorsi di accoglienza della durata di sei-diciotto mesi, affiancati da un educatore nella gestione della quotidianità e accompagnati verso l’inserimento lavorativo, anche attraverso le attività della stessa S-Luce.

L’obiettivo è andare oltre la semplice ospitalità, offrendo gli strumenti per acquisire competenze professionali, responsabilità e indipendenza, fino alla possibilità di trovare una sistemazione abitativa autonoma.

Gli spazi interni alla Casa Dimes
Gli spazi interni alla Casa Dimes

Il progetto nasce dalla collaborazione tra la S-Luce, la Caritas della Valgrigna e l’associazione VolCa di Brescia, impegnata da tempo nell’accompagnamento delle persone detenute. Un percorso che si intreccia con quello di Casa di Alessandra, promosso dalla Caritas, e che ha permesso di mettere in rete esperienze e competenze differenti. Determinante il sostegno economico ricevuto dalla fondazione Cariplo, che ha finanziato il 60 per cento dell’intervento, affiancata dal consorzio Integra. La Caritas diocesana ha invece contribuito all’acquisto della cucina e all’arredamento di due camere.

Il nome della struttura richiama Disma, il buon ladrone del Vangelo, a simboleggiare la possibilità di riscatto anche dopo gli errori commessi. Un messaggio che accompagna un progetto nel quale l’abitazione, il lavoro e le relazioni sociali diventano veri strumenti di inclusione nella comunità.

L’apertura

L’inaugurazione rientra nella giornata dal titolo «Oltre il carcere. Casa, lavoro, comunità», in programma il 14 novembre alla sala della comunità di Esine. Dopo i saluti delle 9.30, spazio agli interventi sul carcere, le opportunità lavorative e i percorsi di accoglienza.

Dalle 11 ci saranno alcune testimonianze di persone che hanno attraversato l’esperienza del carcere, della fragilità e solitudine, con le conclusioni affidate a don Stefano Fontana, cappellano delle carceri di Brescia, su «Guardare negli occhi per vedere la vita e non perdere la speranza». A seguire, alle 14 è prevista la visita e il taglio del nastro degli housing sociali di Esine (Casa Alessandra) e di Bienno (Casa Disma).

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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