Un passo indietro che chiude il procedimento. La Provincia ha archiviato l’iter relativo al nuovo impianto per il recupero di rifiuti inerti previsto in via Cavicchione di Sopra, dopo che la stessa Tima Srl ha chiesto di ritirare l’istanza. Non si tratta quindi di una bocciatura del progetto da parte dell’ente provinciale, ma della conclusione dell’iter su richiesta del proponente.
Il progetto
Il progetto prevedeva la realizzazione di un impianto per il recupero di rifiuti inerti con una potenzialità dichiarata di 150mila tonnellate all’anno. Durante l’istruttoria erano intervenuti sia il Comune di Calcinato, sia il Comitato Cittadini Calcinato, che avevano presentato osservazioni chiedendo che il progetto fosse sottoposto a una Valutazione di impatto ambientale completa, ritenendo necessario un approfondimento degli effetti che l’impianto avrebbe potuto avere sul territorio.
La vicenda
Nel ripercorrere la vicenda, il Comitato ricorda di avere depositato una prima serie di osservazioni nel novembre 2025, evidenziando diversi aspetti ritenuti meritevoli di approfondimento: dalla vulnerabilità dell’area e della falda alla gestione delle acque meteoriche, dalle emissioni atmosferiche al traffico pesante, fino agli effetti sulla salute pubblica. Al centro delle richieste anche la necessità di valutare gli impatti complessivi di un nuovo impianto in un territorio già interessato dalla presenza di numerose attività produttive, impianti di trattamento rifiuti, cave e grandi infrastrutture.
La Conferenza di servizi del 14 gennaio aveva fatto emergere ulteriori criticità, inducendo la Provincia a chiedere integrazioni alla società proponente. Dopo il deposito della nuova documentazione, il Comitato aveva presentato ulteriori osservazioni, sostenendo che alcune delle questioni sollevate non avessero ancora trovato risposte sufficienti. Poche settimane dopo è arrivata la richiesta di archiviazione da parte della società, cui è seguita la chiusura del procedimento da parte della Provincia.
L’impatto sul territorio
L’archiviazione chiude dunque il procedimento amministrativo relativo a questa istanza. Per il Comitato, tuttavia, la vicenda rappresenta anche l’occasione per rilanciare il tema degli impatti cumulativi sul territorio.
«Calcinato ha già dato troppo in termini di territorio, ambiente e qualità della vita» si legge nella nota diffusa ieri, con la richiesta agli enti competenti di considerare, nelle future valutazioni, il quadro complessivo delle pressioni ambientali e le possibili ricadute sulla salute delle persone. Un tema che, secondo il Comitato, dovrà restare centrale anche nell’esame di eventuali futuri progetti destinati a interessare il territorio comunale.



