Cronaca

Calcinato, si chiedono garanzie per il nuovo impianto di trattamento rifiuti

Cittadini e municipio sono preoccupati dall’emissione di polveri, rumore e vibrazioni
Alice Scalfi
Il municipio di Calcinato - © www.giornaledibrescia.it
Il municipio di Calcinato - © www.giornaledibrescia.it

Un nuovo impianto di trattamento rifiuti non pericolosi è in procinto di sorgere in via Cavicchione di Sopra. L’intervento prevede la lavorazione di materiali inorganici per una capacità complessiva di 150mila tonnellate all’anno, pari a circa 500 tonnellate al giorno. Il progetto, presentato dalla società Tima srl, è ora all’esame della Provincia che dovrà valutare se attivare o meno una Valutazione di impatto ambientale completa.

L’impianto rientra nella categoria delle operazioni cosiddette R5 che includono il recupero di sostanze inorganiche attraverso trattamenti meccanici come frantumazione, vagliatura e separazione. Non si tratta, quindi, di semplice stoccaggio, ma di attività operative che comportano anche emissioni diffuse di polveri, rumore e vibrazioni.

Le reazioni

Sulla proposta sono arrivate nei giorni scorsi le osservazioni tecniche del Comune di Calcinato. Il documento, trasmesso alla Provincia, chiede che il progetto venga sottoposto a una procedura di Valutazione di impatto ambientale completa per verificare in modo approfondito gli effetti dell’impianto sul territorio circostante. Una richiesta che, come si legge nel testo, non nasce da un pregiudizio, ma «da buon senso e responsabilità amministrativa», alla luce della portata dell’intervento e del contesto ambientale in cui si inserirebbe.

Tra i principali punti sollevati dal Comune ci sono le dimensioni dell’impianto, considerate di rilievo sovracomunale, e il contesto territoriale già segnato dalla presenza di discariche, cave, cantieri e traffico pesante. L’Amministrazione chiede un aggiornamento del quadro delle fonti emissive entro un raggio di 1,5 chilometri, una valutazione cumulativa dei potenziali impatti e dati aggiornati sulla viabilità, visto che lo studio presentato utilizza rilevazioni risalenti al 2018 e riferite al Comune di Mazzano.

Tra le richieste vi sono anche approfondimenti sulla gestione delle emissioni atmosferiche e acustiche, sulla compatibilità urbanistica e idraulica dell’intervento, sulle misure di mitigazione ambientale e paesaggistica previste. In particolare, si chiede che eventuali piantumazioni o barriere siano accompagnate da un progetto tecnico firmato da professionisti abilitati, come richiesto dalle norme urbanistiche in vigore.

Oltre al Comune, ha depositato osservazioni anche il Comitato cittadini Calcinato, che sottolinea come la zona sia già sottoposta a una pressione ambientale significativa. Anche in questo caso, la richiesta è quella di una Valutazione di impatto ambientale completa, per analizzare in modo trasparente e scientifico la compatibilità dell’intervento con il territorio. Ora spetta alla Provincia decidere se accogliere le richieste e attivare la procedura di Via. Il progetto resta in fase istruttoria, ma ha già acceso l’attenzione di istituzioni e cittadini.

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