Una presenza sui territori, «economica, ma anche culturale e sociale». Attività storiche, riconosciute come tali dalla Regione con un’apposita attestazione: sono in tutto 4.943 in Lombardia, di cui 789 in provincia di Brescia: botteghe, negozi di alimentari, bar, ristoranti, tabaccherie, ma non solo. Il criterio per essere candidati al riconoscimento è di avere alle spalle almeno 40 anni di attività continuativa documentata. Storie di imprese che passano di mano in mano, di generazione in generazione: quest’anno gli esercizi che si sono aggiunti all’elenco delle attività storiche nel Bresciano sono 104, premiati questa mattina in Camera di Commercio dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Guido Guidesi.
Continuità
«Brescia, come tutti i territori lombardi, è una terra che conosce bene il significato di fare impresa – ha detto Guidesi –. Attraverso queste 104 “nuove” attività storiche, aggiunge un altro importante tassello a un patrimonio che la Regione vuole valorizzare e accompagnare nel tempo. Dietro ogni riconoscimento ci sono decenni di lavoro, competenza e capacità di affrontare i cambiamenti senza perdere la propria identità». Sono storie passate anche attraverso le difficoltà: «Avete superato contingenze economiche molto diverse tra di loro – ha detto Guidesi durante la premiazione –. È un successo il fatto di riuscire a superare con la capacità imprenditoriale tutte le conseguenze che si sono susseguite, offrendo servizi e prodotti di grandissima qualità e continuando ad adeguarvi ai tempi».
Le difficoltà
Tempi che possono essere anche duri, un po’ come quelli che stiamo attraversando: «Siete un settore che sta vivendo momenti di difficoltà – ha ricordato il presidente della Camera di Commercio, Robverto Saccone –. E non siete gli unici, il mondo delle imprese vive un momento particolarmente difficile: c’è bisogno di innovazione e di concepire le proprie attività in un modo nuovo in un momento in cui la mediocrità non è più concessa. Nel caso del vostro settore – ha aggiunto –mi preoccupa particolarmente il continuo calo delle imprese nel commercio e in particolare il calo che subiscono le imprese nel mondo femminile e nel mondo giovanile: negli ultimi tre anni le imprese femminili sono calate del 10%, quelle giovanili del 23%».
Dalle storie di longevità imprenditoriale arriva un messaggio di speranza: «Le qualità che sappiamo mettere in campo ci fanno essere ottimisti – ha detto Saccone – e sperare che anche le difficoltà di questi tempi possano essere superate, come abbiamo fatto nel passato».
Le risorse
Da punto di vista economico, il titolo di «attività storica» permette anche ai negozi premiati di poter partecipare al bando regionale «Imprese storiche verso il futuro», che prevede un contributo a fondo perduto che copre fino al 50% degli investimenti in innovazione, ricambio generazionale e trasmissione di impresa, riqualificazione del locale dell’attività, restauro e conservazione.
La dotazione per il 2026 è di 7 milioni di euro: «A quanto mi hanno detto non basteranno, vista la partecipazione», ha detto Guidesi. «Il bando è l’aiuto di Regione perché possiate rinnovare la vostra attività e stare al passo coi temi e prolungare la vostra storia», ha concluso.

Le storie
La longevità minima per poter ricevere l’attestazione è di 40 anni, ma molte delle attività sono ben più antiche. Le due più longeve tra quelle premiate oggi sono F. Apollonio & Co di Brescia e la tabaccheria Zampatti di Ponte di Legno. La prima risulta attiva dal 1913, ma in realtà la sua nascita va fatta risalire molto più indietro nel tempo: «La registrazione ala Camera di Commercio risale al 1913, ma l’attività risale all’Ottocento: abbiamo numerosi documenti che attestano l’attività dal 1840 in poi», raccontano Mario Caprioli e Guido Lenghi.
«Il fondatore dell’attività è stato Francesco Apollonio, che ha lavorato soprattutto nel settore della pubblica amministrazione: sin da subito c’è stato il negozio, ma già allora c'era la fornitura agli enti pubblici, che poi è rimasta. E c’era anche la tipografia. Le sedi del negozio per la vendita al dettaglio sono state tante: la prima era in piazza Loggia, mentre quella attuale in via X Giornate è degli inizi del Novecento. L’attività produttiva è stata anche in altre sedi, in centro, poi al Villaggio Sereno. Ma il cuore commerciale è sempre rimasto in centro a Brescia».

Al 1913 risale invece l’apertura, come tabaccheria, del negozio gestito dalla famiglia Zampatti in corso Milano a Ponte di Legno. Qui si sono passate il testimone quattro generazioni: «Dopo essere tornato dalla Svizzera, dove era andato a lavorare, il mio bisnonno nel 1911 ha aperto un negozio di generi coloniali e alimentari, poi nel 1912 ha ricevuto la regia privativa», potendo così vendere tabacchi, racconta Federico Zampatti. «Purtroppo è morto molto presto, nel 1918, ma l’attività è stata presa da mio nonno: è mancato nel 1969 e io in quel momento ero appena tornato dal servizio militare e stavo cercando lavoro, così sono entrato in negozio».
Dal 2006 la tabaccheria è gestita dalla figlia Laura: «Quando papà nel 2006 ha cominciato a dire di essere stufo e a proporre di vendere la tabaccheria, io non me la sono sentita e ho deciso di portarla avanti. E mio papà dopo vent’anni è ancora in negozio a darmi una mano». In tutti questi anni il lavoro ha comportato «tante soddisfazioni e tanti sacrifici – dice – ma poi in occasioni come queste quando c’è il riconoscimento, siamo orgogliosi».

«Garantire un futuro»
Le attività riconosciute come «storiche» possono candidarsi da sé oppure essere proposte e «accompagnate» dai Comuni o dalle associazioni di imprese. Tra i proponenti dei 104 negozi di quest’anno c’erano Confesercenti Lombardia orientale, Cna Brescia, Assoartigiani Brescia, Confcommercio Brescia. «Celebrare queste imprese significa anche ricordare quanto sia importante creare le condizioni perché possano continuare a lavorare», ha spiegato la presidente di Confesercenti Lombardia orientale Barbara Quaresmini.




