Il territorio lombardo è costellato di botteghe, negozi e locali storici: luoghi di memoria che rappresentano punti di riferimento per le comunità da decenni. La Regione ha conferito il riconoscimento di «Attività storica e di tradizione» a 466 nuove realtà, di cui 104 in provincia di Brescia. Di seguito l’elenco completo.
L’assessore
Il totale, a livello regionale, ammonta ora a 4.943: «Con questo marchio – spiega l’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi – vogliamo esprimere la nostra gratitudine a quelle imprese che, attraverso il loro impegno quotidiano, contribuiscono ai primati economici e sociali della nostra Regione. Negozi, pubblici esercizi e botteghe storiche rappresentano una forza straordinaria: garantiscono servizi, creano occupazione, rafforzano la sicurezza grazie alla loro presenza diffusa e rendono i nostri paesi e le nostre città più vivi, attrattivi e coesi».
«Parliamo di realtà – prosegue Guidesi – che hanno attraversato decenni di trasformazioni, dimostrando capacità di adattamento senza rinunciare alla propria identità. Hanno saputo innovare nel rispetto della tradizione e affrontare con successo anche la “sfida” del ricambio generazionale. Per questo la Regione continuerà a sostenerle con determinazione, mettendo in campo strumenti concreti per tutelare un patrimonio imprenditoriale, culturale e sociale di valore inestimabile».
Confesercenti
«È un riconoscimento importante perché premia imprese che hanno saputo attraversare il tempo mantenendo identità, qualità del servizio e radicamento territoriale – afferma Barbara Quaresmini, presidente di Confesercenti Brescia e Lombardia Orientale, associazione che ha accompagnato nel percorso di riconoscimento 24 attività – . Negozi, botteghe artigiane, pubblici esercizi e imprese familiari non sono solo attività economiche: sono luoghi di relazione, socialità e memoria, presìdi fondamentali per la vitalità delle nostre città e dei nostri paesi».
Per la presidente il primato bresciano assume un significato particolare: «Il fatto che Brescia sia la provincia lombarda con il maggior numero di nuovi riconoscimenti è motivo di grande soddisfazione – aggiunge Quaresmini –. Significa che il nostro territorio conserva un patrimonio imprenditoriale straordinario, fatto di imprese capaci di affrontare i cambiamenti del mercato, le crisi economiche e le trasformazioni dei consumi senza perdere il legame con i valori della qualità, del servizio e del rapporto umano. La tradizione non è nostalgia: è capacità di restare rilevanti nel tempo. Non esiste futuro senza memoria».
Soddisfazione viene espressa anche da Andrea Maggioni, vicepresidente vicario di Confesercenti Lombardia Orientale, che sottolinea il valore delle attività storiche anche sotto il profilo turistico: «Essere la prima provincia della Lombardia per numero di nuovi riconoscimenti è il segno di una vocazione imprenditoriale che appartiene da sempre ai bresciani. Questa è una terra in cui lavoro, commercio e iniziativa privata sono valori profondamente radicati. Viene anche da chiedersi se questa attitudine non sia, almeno in parte, un'eredità della lunga appartenenza alla Repubblica di Venezia, che per quasi quattro secoli fece del commercio, dei mercati e degli scambi economici uno dei motori della propria crescita. Forse saranno gli storici a rispondere. Resta il fatto che ancora oggi il nostro territorio continua a distinguersi per spirito d'impresa, laboriosità e capacità di innovare senza perdere le proprie radici».


