Cronaca

«No» allo smartphone prima dei 14 anni, le famiglie siglano un patto

Succede ad Acquafredda, Remedello e Visano, paesi che fanno riferimento all’Istituto omnicomprensivo Bonsignori. L’obiettivo è condividere le regole
Giulia Bonardi
Patto digitale contro l'abuso degli smartphone
Patto digitale contro l'abuso degli smartphone

Prende forma un’alleanza educativa territoriale sull’uso dei dispositivi digitali, come smatphone, tablet e tutti i device connessi a Internet.

L’iniziativa nasce da quattro famiglie di Acquafredda, promotrici di un «Patto digitale» pensato per accompagnare i giovanissimi - a partire dai loro figli - verso un utilizzo consapevole della tecnologia. Il «Patto digitale» ha ottenuto la condivisione dei Comuni di Acquafredda, Remedello e Visano, che fanno riferimento all’Istituto omnicomprensivo Bonsignori di Remedello, la cui direzione scolastica ha accolto favorevolmente il progetto.

Linea educativa condivisa

Il documento può essere letto e sottoscritto sul sito: «Il nostro obiettivo, infatti, è ampliare le adesioni a questo accordo, in particolare tra i genitori di figli che magari frequentano o frequenteranno le medesime scuole - spiega Silvana Boldrini, tra i genitori promotori, nonché, di professione, pedagogista -. Si tratta di stabilire regole comuni sull’uso dei dispositivi da parte dei nostri figli, con la volontà di organizzare, anche, momenti informativi sul tema».

In effetti, più c’è condivisione della linea educativa, meno le famiglie corrono il rischio di accordare ai propri figli un uso del digitale che magari considerano precoce o troppo frequente. Per citare alcune regole del Patto, ci sono il «no» ad uno smartphone personale connesso a internet prima dei 14 anni; il suo uso regolamentato e condiviso tra i 14 e 16 anni; l’utilizzo ricreativo del digitale (anche videogiochi) per al massimo un’ora al giorno, controllando che i contenuti siano adatti all’età; l’impegno sulla trasparenza tra genitori e figli e il «no» all’utilizzo del digitale nei tempi dedicati alla famiglia, durante i pasti e di notte.

L’accordo può estendersi

«Come famiglie abbiamo sentito l’esigenza di informarci sul tema, partecipando ad alcuni incontri del Centro per la famiglia Bassa Bresciana Orientale, dove abbiamo scoperto, appunto, la possibilità di siglare un Patto digitale (nei dintorni, ve ne sono già) - spiega Silvana Boldrini -. Così ci siamo mobilitati. Sottolineo che noi siamo favorevoli al digitale e ne facciamo uso, ma crediamo sia importante accompagnare gradualmente i nostri figli all’utilizzo consapevole di questi mezzi e trasmettere loro il valore della relazione umana».

Per informazioni: pattidigitali.acquafredda@gmail.com.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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