Il Comune ci conta(va). Tanto da avere imbastito una trattativa nella trattativa a monte, nel 2021, l’anno della luna di miele con il progetto annunciato e che – sulla carta – avrebbe dovuto «cambiare il volto di via Sostegno», uno spicchio di città in cerca d’autore da decenni. Ci si era arrovellati per bene, fino ai dettagli: no, l’auditorium da quattrocento posti è troppo piccolo, alla città ne serve uno più grande, da mille posti almeno, serve del verde, serve una piazza come punto di ritrovo e poi un parcheggio in struttura per gli utenti della stazione ferroviaria. «E sia», si era detto. Poi, la fase complessa del tavolo di lavoro per cercare una quadra intricata ma che pareva sempre «a un passo». Fino ad arrivare ad oggi, con gli attori protagonisti che raccontano due epiloghi opposti.
Da un lato, c’è la proprietà del comparto che - per «voce» della G.C. Real estate development di Gianbattista Gaburri - parla di un de profundis schietto e palese, della serie: la sede di A2A in via Sostegno non sarà realizzata. Dall’altro lato, c’è lo stupore del board dell’utility, che dichiara un finale aperto, ancora da scrivere e, anzi, ribadisce il suo interesse per quell’area. Purché cambino le condizioni.




