Nido, la denatalità «non basta»: ci sono 7mila posti per 26mila bimbi
È il primo passo fuori casa, il primo contesto in cui ci si sente grandi. Per tante famiglie, l’asilo nido è molto più che un supporto: è un tassello fondamentale per conciliare lavoro e vita quotidiana. Un servizio educativo che offre stimoli, routine, occasioni per fare amicizia e sperimentare piccole autonomie. Negli ultimi anni, anche grazie ai fondi del Pnrr, i Comuni hanno investito per aprire nuove strutture. Ma – nonostante il calo delle nascite – i posti continuano a non bastare. E ogni anno, c’è chi resta fuori: bambini in lista d’attesa e genitori costretti a riorganizzare impegni e risorse per far quadrare le giornate.
Numeri
Nel Bresciano i posti offerti da nidi, centri prima infanzia, micro nidi e nidi famiglia sono 7.039 per 26.014 bambini da zero a tre anni (dato Istat aggiornato a gennaio). C’è, insomma, spazio per 27 piccoli su 100 (24 se si considerano solo i nidi). Gli altri 18.975 contano su genitori che rinunciano al lavoro, nonni vicini e disponibili e babysitter che ovviamente vanno pagate. L’obiettivo da raggiungere entro l’inizio del 2027 (33%) è vicino; più lontano è quello europeo del 45%, ma per centrare quello c’è tempo fino al 2030.
Ogni anno, comunque, si fa un passo avanti. Nel 2020 i posti disponibili nelle strutture per la prima infanzia nel Bresciano erano 6.480, distribuiti in 270 sedi. All’epoca i bambini nella fascia 0-3 anni erano 29.172. L’inverno demografico ha ridotto progressivamente quel numero: 26.925 nel 2023, scesi a 26.474 nel 2024 e, appunto, a 26.014 lo scorso gennaio. I maschi (13.368) superano leggermente le femmine (12.646) oggi come allora.
Tagli del nastro
Dietro questi numeri ci sono cantieri che aprono, strutture che nascono, aule che si riempiono di colori, giochi e voci di bambini. In città, via San Bartolomeo, è stato appena inaugurato il nido «Bolle di sapone» composto da tre sezioni per otto bambini ciascuna. Un mese fa il nastro è stato tagliato al «Paperotto» di Borgosatollo, il risultato di un lavoro durato 30 mesi che ha dotato il paese di un’opera da poco più di un milione di euro (fondi Pnrr) con 60 posti, finestroni ampi, pannelli solari e un bel giardino.
A settembre si sono aperte le porte anche del primo nido di Cigole, un servizio per 10 bambini che evita ad altrettante famiglie di fare i salti mortali con altre soluzioni o strutture più lontane. Si trova nel polo scolastico Castello e a trasformare il sogno in realtà sono stati anche in questo caso i fondi del Pnrr.

Un grande risultato per la comunità di Piancogno è stata l’apertura, a inizio anno scolastico, de «La cometa dei desideri» per 16 bambini. Può invece accogliere fino a 56 piccoli alunni il terzo nido di Desenzano, operativo da settembre nell’ex centro di aggregazione giovanile di Rivoltella che ad oggi conta ancora alcuni posti liberi. Altre opere, sempre per questa fascia d’età, sono in cantiere. Tra queste ci sono il nido previsto a Ghedi nel plesso nord della primaria e quelli in fase di completamento in località Chiarini a Montichiari e a San Paolo.
Rette
Gli asili nido, si diceva, sono un alleato prezioso per le famiglie. Ma hanno anche costi non indifferenti, che possono superare i 500 euro al mese. Un aiuto concreto arriva dalla Regione: entro il 20 novembre i genitori lombardi possono accedere al bando «Nidi Gratis Plus», che stanzia 60 milioni di euro per il triennio 2025/2028.
Come ha spiegato l’assessora regionale Elena Lucchini la misura consente alle famiglie che hanno un Isee fino a 20mila euro di azzerare la retta; per quelle con Isee tra 20mila e 25mila euro è invece previsto un contributo fino a 100 euro al mese oltre al rimborso Inps.
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