È il primo passo fuori casa, il primo contesto in cui ci si sente grandi. Per tante famiglie, l’asilo nido è molto più che un supporto: è un tassello fondamentale per conciliare lavoro e vita quotidiana. Un servizio educativo che offre stimoli, routine, occasioni per fare amicizia e sperimentare piccole autonomie. Negli ultimi anni, anche grazie ai fondi del Pnrr, i Comuni hanno investito per aprire nuove strutture. Ma – nonostante il calo delle nascite – i posti continuano a non bastare. E ogni anno, c’è chi resta fuori: bambini in lista d’attesa e genitori costretti a riorganizzare impegni e risorse per far quadrare le giornate.
Numeri
Nel Bresciano i posti offerti da nidi, centri prima infanzia, micro nidi e nidi famiglia sono 7.039 per 26.014 bambini da zero a tre anni (dato Istat aggiornato a gennaio). C’è, insomma, spazio per 27 piccoli su 100 (24 se si considerano solo i nidi). Gli altri 18.975 contano su genitori che rinunciano al lavoro, nonni vicini e disponibili e babysitter che ovviamente vanno pagate. L’obiettivo da raggiungere entro l’inizio del 2027 (33%) è vicino; più lontano è quello europeo del 45%, ma per centrare quello c’è tempo fino al 2030.



