Cronaca

Nave, il «gas esilarante» dilaga tra i giovani: scatta il giro di vite

Bombole e palloncini trovati nei parchi hanno spinto il sindaco a firmare l’ordinanza. Previsti sequestri, sanzioni fino a 500 euro e iniziative rivolte a famiglie e scuole
Barbara Fenotti
Bombolette di gas esilarante
Bombolette di gas esilarante

Anche Nave mette al bando il «gas esilarante». Il sindaco Matteo Franzoni ha firmato un’ordinanza che vieta la detenzione e l’utilizzo del protossido d’azoto negli spazi pubblici, dopo che Polizia locale e Carabinieri hanno rinvenuto numerose bombole in diverse zone del paese. I contenitori sono comparsi soprattutto nei parchi e nelle aree aperte al pubblico, insieme a resti di palloncini: proprio questi ultimi vengono utilizzati per inalare il gas.

Gli effetti

Il provvedimento, datato 10 settembre, interessa parchi comunali, scuole, oratori e luoghi di aggregazione giovanile e ammette naturalmente le eccezioni legate agli utilizzi medici e alimentari della sostanza. Perché il protossido d’azoto, N2O, nasce per tutt’altro scopo: viene impiegato in medicina e nell’industria alimentare, anche nelle bombolette per i sifoni della panna montata. Da qualche tempo, però, si è diffuso soprattutto tra i giovanissimi il suo utilizzo per ottenere uno «sballo» a basso costo. Il gas viene trasferito dalla bombola a un palloncino e quindi inalato. Gli effetti arrivano rapidamente e durano poco: euforia, dissociazione dalla realtà, annebbiamento della coscienza e leggere allucinazioni. La breve durata può spingere a ripetere più volte l’inalazione. I rischi indicati anche nell’ordinanza di Nave vanno dalla perdita di conoscenza alla debolezza muscolare, dai problemi di equilibrio alle alterazioni della sensibilità e delle funzioni cognitive, fino a possibili danni al sistema nervoso centrale.

Il fenomeno non riguarda soltanto Nave. Uno dei segnali più evidenti in Valtrompia era arrivato nel dicembre 2025, quando nelle perquisizioni legate all’inchiesta sulla baby gang «069» erano state sequestrate anche bombole di protossido d’azoto. Nei mesi successivi contenitori e palloncini abbandonati sono stati trovati anche in altre zone del Bresciano. Da qui le ordinanze dei sindaci: Gardone è intervenuta a febbraio, seguita da Villa Carcina; a marzo provvedimenti analoghi sono stati adottati da Mazzano, Nuvolera e Nuvolento, mentre in agosto si è aggiunta Sarezzo.

Multe

Ora tocca a Nave, dove la violazione del divieto comporta una sanzione da 25 a 500 euro. In caso di recidiva nell’arco di un anno la cifra raddoppia. Se il possessore è minorenne, la bombola viene sequestrata e distrutta e vengono informati i genitori. Ai controlli il Comune intende affiancare un’azione di sensibilizzazione rivolta a famiglie, scuole e realtà educative.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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