Nave e Caino sottoscrivono i Patti digitali per spegnere i cellulari

Niente smartphone a tavola, né durante la colazione insieme o prima di andare a dormire. Non perché la tecnologia sia un nemico, ma perché va usata meglio da tutti: adulti e ragazzi. Parte da qui il messaggio dei Patti digitali di comunità sottoscritti tra i Comuni di Nave e Caino al termine di un percorso condiviso che ha visto protagonisti alcuni genitori con il supporto delle Amministrazioni comunali, della scuola e degli oratori.
Momenti no-tech
I Patti digitali non sono un elenco di divieti né un «no» ideologico al cellulare. Sono piuttosto una promessa reciproca, un impegno che genitori, educatori e istituzioni si assumono per provare a regolare in modo consapevole l’uso degli strumenti digitali nella quotidianità familiare. L’idea di fondo è regolare in maniera il più sana e bilanciata possibile l’età per il primo smartphone, il tempo di utilizzo e la necessità di individuare spazi e momenti no-tech in casa.

«I bambini apprendono per imitazione, ed è per questo che i Patti chiamano in causa prima di tutto noi adulti - spiega la vicesindaca e assessora all’Istruzione di Nave, Virna Vischioni -. Se vogliamo mettere al centro la relazione, dobbiamo darci delle regole comuni, come già accade a scuola e negli altri luoghi di aggregazione».
Nel concreto le indicazioni si rifanno anche alle raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della sanità: niente schermi fino ai due anni, uso moderato e accompagnato negli anni successivi, attenzione particolare già nella fascia 0-3 anni, perché un’esposizione precoce e non regolata può risultare persino dannosa per concentrazione, apprendimento e sviluppo dell’attenzione, come evidenziato da numerosi studi pediatrici. I Patti digitali sono nati da una piattaforma nazionale a cui si aderisce su base volontaria e sono stati scritti localmente da un gruppo di lavoro composto da una decina di genitori insieme a insegnanti, amministratori e rappresentanti degli oratori.
Il testo è stato validato ufficialmente e potrà essere promosso anche in futuro coinvolgendo altre realtà del territorio. L’obiettivo è organizzare nuovi momenti pubblici con specialisti e rafforzare una cultura educativa condivisa, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado, dove il divieto di utilizzo del cellulare è già in vigore da anni.
I Patti digitali entrano a pieno titolo nel Piano di diritto allo studio 2025/2026 recentemente approvato, che mette in campo risorse per 933.651 euro a sostegno dell’integrazione scolastica e di progetti educativi nelle scuole del territorio.
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