Nascite in flessione e mobilità tra province: la nuova maternità

La natalità continua a diminuire e, con essa, cambia progressivamente il profilo dei neogenitori e dei servizi dedicati alla maternità. Dal 2009 il numero dei parti registra una flessione stimabile in circa 300 nascite in meno ogni anno rispetto a quello precedente. Alla base di questa tendenza vi è, tra le altre cose, la riduzione delle donne italiane in età fertile, tra i 15 e i 49 anni, passate da 232.561 nel 2000 a poco più di 185mila nel 2025. Tra la popolazione straniera, invece, la consistenza numerica delle donne in età fertile è stabile, ma è in calo il tasso di fecondità.
Dove e perché
Emerge dal report pubblicato in questi giorni da Ats Brescia. Nel dettaglio lo scorso anno i parti sono stati 8.408 e i neonati 8.568. Il dato include sia le nascite avvenute nelle strutture del territorio (8.218, il 97,7%), indipendentemente dalla residenza della madre, sia quelle di donne residenti nell’Ats che hanno partorito fuori provincia, ma in Lombardia.
Colpisce che il 14% delle partorienti non fosse residente nell’Ats di Brescia, ma provenisse dalle province limitrofe di Mantova, Bergamo e Cremona. Il fenomeno risulta più evidente a Desenzano, dove un parto su tre ha riguardato donne non residenti in gran parte mantovane, e a Chiari, dove quasi un quarto delle nascite è riferito a madri provenienti dai comuni bergamaschi confinanti.
Resta significativa anche la presenza di madri straniere: nel 2025 hanno rappresentato il 33,5% del totale dei parti e, considerando anche la cittadinanza paterna, oltre un neonato su tre ha almeno un genitore non italiano. Il punto nascita di Chiari registra l’incidenza più elevata, con il 62,6% di nascite da madri straniere. Parallelamente si conferma la tendenza all’innalzamento dell’età materna. L’età media al parto ha raggiunto i 32 anni e mezzo. In crescita costante anche la quota di donne che diventano madri dopo i quarant’anni, passata dal 4,6% del 2003 al 7,5% del 2025.
Il profilo delle madri è caratterizzato da un livello di istruzione mediamente elevato: poco più di un terzo è laureato. Tra le donne straniere la quota di laureate è quasi raddoppiata negli ultimi vent’anni. Quanto agli stili di vita, il fumo in gravidanza riguarda il 5,8% delle donne; il 73,2% si dichiara astemia e il 26,3% ha smesso di bere all’inizio della gestazione.
Stili di vita
Nel 2025 il 4,7% delle gravidanze è derivato da tecniche di procreazione medicalmente assistita, in linea con il dato nazionale. L’82,5% dei parti è avvenuto a termine, il 6,6% in epoca pretermine e il 10,9% oltre il termine. Per quanto riguarda la modalità del parto, quasi due terzi sono stati spontanei, mentre il 29% è avvenuto con taglio cesareo; la quota restante con tecniche assistite.
Tra i dati più significativi legati alla salute dei neonati si segnala che l’1,3% è nato con un peso inferiore a 1.500 grammi, mentre il 4,4% ha superato i quattro chili. Alla dimissione prevale l’allattamento esclusivo al seno, scelto nel 58,7% dei casi analizzati, seguito dall’allattamento complementare e, in misura minore, dal ricorso esclusivo al latte formulato.
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