Cronaca

Multa dall’autovelox? Ecco quale codice controllare sul verbale

Spenti 850 impianti in Italia. A Brescia disattivato un portale sulla Montelungo, mentre quelli della Provincia restano tutti accesi. Ecco come verificare se l'apparecchio è davvero in regola
Roberto Manieri

Roberto Manieri

Giornalista

L'autovelox di via Montelungo è uno di quelli spenti © www.giornaledibrescia.it
L'autovelox di via Montelungo è uno di quelli spenti © www.giornaledibrescia.it

Da domenica 12 luglio è entrato in vigore il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che disciplina le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica della funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità.

Si tratta di un provvedimento atteso da tempo, destinato a regolamentare in modo organico le procedure di omologazione, verifica e taratura degli autovelox e, di conseguenza, a chiarire agli utenti della strada quando le sanzioni elevate possano ritenersi valide.

Lo scopo

L’obiettivo del Mit, spiegava una nota diffusa il 9 giugno, è quello di assicurare «un quadro certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità della misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego».

Il nodo centrale era definire con chiarezza il confine tra gli apparati omologati e quelli semplicemente approvati. Dopo il censimento avviato dal Ministero nei mesi scorsi, che obbligava gli enti gestori a comunicare la presenza degli impianti pena il loro spegnimento, l’elenco contenuto nell’allegato al decreto ha individuato i modelli i cui dispositivi sono considerati «corrispondenti ai requisiti richiesti per l’omologazione, in quanto il prototipo rientra nell’elenco di cui all’allegato B del decreto».

I numeri parlano già chiaro: su oltre 10mila autovelox censiti, quelli risultati conformi sono 3.150. Per tutti gli altri i produttori dovranno richiedere l’omologazione del prototipo, presentando la documentazione integrativa prevista dall’allegato tecnico A del decreto.

Per il momento resteranno spenti circa 850 portali in attesa dell’adeguamento. «Basta autovelox fantasma, che sono stati solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale», ha dichiarato il ministro Matteo Salvini.

«Da una giungla di oltre 10.000 autovelox, poi ridotta a 4.060 misuratori complessivi, 3.150 risultano in regola e 850 no. Abbiamo fatto chiarezza a favore degli automobilisti e gli impianti irregolari sono stati spenti», ha aggiunto il ministro.

Lo spegnimento

In base alle nuove disposizioni saranno temporaneamente disattivati i misuratori approvati prima del 2017, mentre resteranno in funzione quelli approvati da quella data in poi, ritenuti conformi ai requisiti introdotti nove anni fa.

È il caso di Brescia: in via Montelungo, nel prolungamento della tangenziale Ovest, uno dei due portali è già stato spento. «Nei prossimi giorni sostituiremo l’apparecchiatura con una conforme. Va però considerato che uno dei due portali resta acceso, quindi non diremo in quale direzione sarà effettuata la sostituzione», spiega il comandante della Polizia locale di Brescia, Roberto Novelli. Diversa la situazione per la Provincia di Brescia. Secondo il vicepresidente e consigliere delegato avv. Daniele Mannatrizio, «i nostri portali e gli altri apparati sono tutti successivi al 2017 e quindi conformi ai requisiti previsti dal decreto: restano in funzione».

Ovviamente non esiste una lista ufficiale degli 850 autovelox esclusi dal nuovo decreto. Esiste però un modo per verificare, in caso di multa, se l’apparecchio utilizzato rientri tra quelli considerati regolari. L’allegato B del decreto considera automaticamente omologati i modelli riportati nella tabella che pubblichiamo. Se dal verbale risulta che la violazione è stata rilevata con uno di questi dispositivi, la contestazione per difetto di omologazione viene meno. I circa 850 dispositivi esclusi sono invece stati spenti e potranno tornare in funzione soltanto dopo aver ottenuto l’omologazione.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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