Autovelox, nel Bresciano ce ne sono 85 che possono multare

Da oggi, 30 novembre, ogni autovelox che non sia stato registrato a cura dei comandi delle Polizie locali dei Comuni sul nuovo portale del Ministero delle Infrastrutture sarà un faro spento. Un occhio elettronico all’ombra dei lampeggianti blu ormai accecato che non può più multare. Una situazione che garantisce tutele per i cittadini, ma che fa tremare i Comuni e apre una prateria di dubbi giuridici.
Intanto sono 85 le apparecchiature «dichiarate» nella nostra provincia, oltre a quelle installate in autostrada e gestite dalla Stradale. È l’esito di una piccola rivoluzione che si è consumata sotto la soglia di attenzione degli automobilisti. Una situazione che fa gioire i comitati dei consumatori: come ricorda il Codacons «i cittadini possono già consultare online l’elenco ufficiale (per cercare quelli in provincia di Brescia si deve inserire «cmbs» nella barra di ricerca).
Del resto gli apparecchi di rilevazione automatica della velocità solo nelle principali 20 città italiane hanno portato complessivamente nelle casse delle amministrazioni locali 203 milioni di euro nel triennio 2022-2024, calcola lo stesso Codacons.
Le reazioni
«Il decreto ministeriale dello scorso 29 settembre ha reso operativa la piattaforma telematica attraverso la quale enti locali e forze dell’ordine dovevano comunicare tutti i dettagli circa gli apparecchi di rilevazione della velocità: localizzazione, conformità, modello e omologazione degli autovelox – spiega il Codacons – Un obbligo per le amministrazioni locali che avevano 60 giorni di tempo per comunicare al Mit le informazioni richieste».
Lo stesso decreto pubblicato sul sito del Ministero specifica che «la comunicazione dei dati da parte delle amministrazioni e degli enti competenti è condizione necessaria per il legittimo utilizzo». Di conseguenza da sabato chi non ha fornito i dati richiesti «non potrà più utilizzare autovelox, con una ulteriore conseguenza: le multe elevate da apparecchi non inseriti nel censimento saranno a tutti gli effetti nulle», continua il Codacons.

Resta vivo il problema dell’omologazione: «La Cassazione ad aprile 2024 ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati – ricorda l’associazione – Oggi quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili, oltre a non essere omologato, è stato approvato prima del 2017, data che fa da spartiacque in tema di omologazione e possibile utilizzo degli apparecchi, con conseguente valanga di ricorsi».
Cosa cambia
Per i cittadini la novità più importante riguarda la trasparenza. La piattaforma ministeriale renderà disponibili i dati degli autovelox censiti, consultabili attraverso mappe e registri pubblici. In questo modo chi riceve una multa potrà verificare se il dispositivo era registrato.
Se il nome dell’apparecchio non compare nell’elenco nazionale, la sanzione potrà essere considerata nulla e contestata. Anche per i dispositivi censiti sarà possibile chiedere la prova dell’omologazione, determinante per la validità legale della rilevazione.
Gli esperti prevedono un aumento dei ricorsi: dapprima per contestare la mancata registrazione e successivamente per verificare la corretta omologazione degli apparecchi.
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