Una persona perbene, padre di famiglia, benvoluto dai colleghi e da tutta la comunità. Di certo non era sprovveduto né spericolato Dario Tomasoni, 63enne di Lograto, morto poche ore dopo il terribile schianto avvenuto giovedì pomeriggio in via Orzinuovi, a Travagliato, mentre tornava a casa in moto dopo il lavoro.
Quella strada, che conosceva bene, l’aveva percorsa tantissime volte in sella alla sua Bmw. Un dettaglio che stride con quel sorpasso che, secondo i rilievi della Polizia locale di Travagliato, avrebbe causato l’invasione di corsia e il frontale contro la Citroën guidata da una 43enne di Travagliato. Forse una distrazione a monte dell’urto violentissimo per il quale l’auto ha preso fuoco e il 63enne è stato sbalzato dalla due ruote, rovinando sull'asfalto a oltre dieci metri dal punto di impatto. La donna al volante ne è uscita illesa. Il 63enne invece è stato portato al Civile in condizioni disperate. Troppo gravi le ferite: l’uomo si è spento nella notte, lasciando una comunità senza parole.
Chi era
Nato nel 1963, Tomasoni aveva due figli e abitava a Lograto. Dal 2022 lavorava nell’ufficio tecnico della Elettroplastica di Travagliato come disegnatore progettista. Trasparente, sincero, con un sorriso smagliante che dedicava sempre a tutti: è il ricordo stampato nella mente dei colleghi, oggi attoniti. «Era una persona solare: quella strada la percorreva ogni giorno, non ci possiamo credere», raccontano.
Mancherà, Dario Tomasoni. Non solo a loro, ma all’intera comunità di Lograto che oggi si è stretta alla famiglia, stimata e ben radicata in paese: il fratello Davide è consigliere di maggioranza in Comune, mentre lo zio, don Antonio Tomasoni, è un collaboratore attivo della diocesi di Brescia. Più riservato, il 63enne era comunque conosciuto. «Anni fa Dario era stato un punto di riferimento del nostro centro sportivo, mettendo a disposizione la sua passione per il tennis», spiega il sindaco Gianandrea Telò, che a nome dell’Amministrazione si è unito al dolore dei parenti in attesa del nulla osta alla sepoltura e della data dei funerali. «Era una persona in gamba – conclude – ci spiace tantissimo».



