Cronaca

È morto Dionigi Guindani, storico esponente socialista bresciano

Avrebbe compiuto 77 anni il prossimo 19 novembre: era stato assessore nelle giunte Corsini e Panella, consigliere comunale e regionale e componente dei cda di diverse società pubbliche
Dionigi Guindani in una foto d'archivio
Dionigi Guindani in una foto d'archivio

La politica bresciana perde uno dei suoi protagonisti degli ultimi decenni. È morto nel pomeriggio di lunedì 2 novembre, alla Domus Salutis, dove era stato ricoverato da poco, Dionigi Guindani, storico esponente socialista che ha attraversato diverse stagioni della vita amministrativa cittadina. Era nato a Palazzolo sull’Oglio il 19 novembre del 1949.

Chi era

Il suo percorso politico si è sviluppato tra l’attività di partito, gli incarichi amministrativi e la presenza nelle società partecipate. Socialista, era stato segretario cittadino e successivamente provinciale della federazione bresciana del Psi, ricoprendo un ruolo di primo piano nella politica locale.

In Loggia aveva fatto parte delle tre giunte guidate da Paolo Corsini e di quella di Gianni Panella. Un’esperienza amministrativa a cui si era aggiunta, negli anni successivi, quella in Consiglio comunale. Era stato eletto con il Psi, entrando poi nella lista «Brescia per passione», a sostegno di Laura Castelletti. In seguito aveva lasciato la formazione civica per fondare insieme a Guido Galperti il gruppo «Civici - Italia Viva», nell’area politica legata a Matteo Renzi. Nel 2008 era arrivato anche in Consiglio regionale.

Numerosi anche gli incarichi nelle società pubbliche. Tra il 2010 e il 2011 aveva fatto parte del consiglio di amministrazione di Brixia Sviluppo, durante l’amministrazione guidata da Adriano Paroli, come rappresentante dell’opposizione. Con il successivo cambio di maggioranza in Loggia era entrato nei consigli di amministrazione di Brescia Mobilità e San Filippo Spa.

Le reazioni

Proprio Paolo Corsini è stato tra i primi a esprimere il proprio cordoglio. «Apprendo con infinita amarezza la dolorosa notizia della scomparsa di Dionigi Guindani – ha scritto –. Per me un amico e un collega. Dionigi è stato un amministratore pubblico dall’impegno indefettibile, dalla passione autentica, per antonomasia l’assessore alla Polizia municipale, ma ancor più alla Sicurezza pubblica intesa come servizio alla cittadinanza da rassicurare rispetto ai problemi della convivenza e di fronte alle paure che spessa assediano la vita quotidiana. Esponente di primo piano del riformismo bresciano, lo ha inteso come espressione di una misura nelle battaglie per l’affermazione e la conquista di diritti sociali di riscatto ed emancipazione del lavoro e come espressione di una gradualità con la quale misurare l’efficacia della battaglia politica. Tutto questo nel segno di una fedeltà coerente ai valori socialisti, alle proprie convinzioni ideali caratterizzate da una disposizione umanitaria e di una istintiva attitudine e vocazione al sostegno di una comunità della quale Dionigi Guindani si sentiva intensamente partecipe, dei suoi giorni e delle sue opere. Brescia perde una personalità di indubbia statura e valore ed io perdo un amico carissimo che non solo ha condiviso un intero percorso di esperienza amministrativa ma mi è stato vicino col conforto della sua esperienza e di una dedizione segno di una persona generosa e mite, ma nel contempo ferma nella valorizzazione delle proprie idee e delle proprie aspirazioni. Nei momenti più difficili della vicenda amministrativa che insieme abbiamo vissuto Dionigi non ha mai fatto mancare la sua solidarietà, la propria condivisione, assumendo sempre in prima persona la responsabilità delle scelte compiute e degli obiettivi da perseguire. Una vita esemplare la sua, anzi una vita buona contrassegnata da coerenza, dedizione, priva della ricerca di qualsiasi tornaconto personale o dalla ricerca di ostentazione. Anche sotto questo profilo un bresciano autentico, esemplare espressione delle molteplici virtù che caratterizzano un costume e una tradizione».

«Con la scomparsa di Dionigi Guindani perdiamo un uomo delle istituzioni, un galantuomo e un interprete di una stagione politica autentica, nella quale l'impegno pubblico significava soprattutto presenza sul territorio, ascolto e attenzione concreta ai bisogni delle nostre comunità», ha scritto quindi in una nota Paolo Fontana (Forza Italia), «testimoniando il valore delle idee, del confronto e del servizio alle istituzioni. Il suo percorso ci ricorda una politica fatta di persone, relazioni e responsabilità, prima ancora che di appartenenze e schieramenti. Alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene, il mio sincero cordoglio».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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