Cronaca

Morto annegato a Roccafranca: si era tuffato per salvare il fratello

La vittima è un ragazzo di 27 anni residente a Collebeato: la corrente del fiume Oglio, profondo fino a quattro metri in quel tratto, non gli ha lasciato scampo
Pierpaolo Prati

Pierpaolo Prati

Giornalista

L'intervento a Roccafranca dove è annegato l'uomo
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L'intervento a Roccafranca dove è annegato l'uomo

Vede il fratello annaspare in acqua, trascinato dalla corrente. Così si butta, per andare a recuperarlo. Non è da solo. Con lui si lanciano altri amici. Loro arrivano a destinazione, riescono ad afferrarlo e a portarlo a riva. Lui, che all’acqua non dà del tu, non ci arriva. La sua corsa disperata si inabissa a metà del fiume, insieme al suo futuro. Quando i ragazzi che sono con lui si girano per vedere che fine abbia fatto e non lo trovano, il più è fatto. I contorni della tragedia sono già tracciati: da lì non si può tornare più indietro.

È successo tutto nel tardo pomeriggio, all’ora dell’aperitivo. È accaduto ancora una volta nell’Oglio, dove il fiume in poche decine di metri e un pungo di curve, fa un tutt’uno delle province di Brescia, Bergamo e Cremona. La vittima è un ragazzo dell’Est europeo da tempo residente a Brescia. Il giovane, 27 anni, Cristi Vede, aveva scelto una delle spiaggette che costeggiano l’Oglio tra Roccafranca, Pumenengo, Torre Pallavicina e le campagne a nord di Soncino. Doveva essere una giornata in allegria, nella natura, in compagnia. Lo era stata fino a quel bagno che di colpo si è tramutato in tragedia..

La dinamica

Stando alla prima ricostruzione dei fatti, fornita dagli amici della vittima, ma anche da alcuni pescatori piazzati sull’argine a pesca di siluri, il più grande dei due fratelli si è trovato in difficoltà a poca distanza dalla riva, poco dopo essere entrato in acqua. La corrente l’ha trascinato verso sud, ma non ha impedito agli amici di raggiungerlo. I ragazzi, tutti trentenni, sono riusciti ad acciuffarlo nel volgere di pochi metri, a portarlo all’asciutto e a fargli riprendere conoscenza. Altrettanto non hanno potuto fare con il più giovane dei due, anche perché con lui, finito sott’acqua in un punto dove l’Oglio, a detta di chi lo frequenta, raggiunge anche i quattro metri, hanno perso quasi subito il contatto visivo. Prima che il suo corpo torni a pelo d’acqua, che riescano ad agganciarlo e a portarlo a riva, passano diversi minuti. Troppi per sperare in un rimedio. La situazione è talmente compromessa che nemmeno i sanitari arrivati a Torre Pallavicina con l’elisoccorso possono fare qualcosa.

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Il luogo dove è annegato l'uomo

Negli istanti dei soccorsi disperati, il giovane salvato dagli amici, probabilmente sotto choc, si allontana dal capannello di persone che stanno cercando di rianimare suo fratello. E sparisce dalla circolazione per diverse decine di minuti. Dal fiume si diffonde così la voce di una tragedia nella tragedia. Dopo quasi due ore il ragazzo però si palesa sano e salvo, anche se spaventato e senza parole. Sale su un’ambulanza per un controllo. Sta bene, ha solo freddo. E ancora non sa ancora che suo fratello è morto nel tentativo di salvarlo.

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Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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