Vede il fratello annaspare in acqua, trascinato dalla corrente. Così si butta, per andare a recuperarlo. Non è da solo. Con lui si lanciano altri amici. Loro arrivano a destinazione, riescono ad afferrarlo e a portarlo a riva. Lui, che all’acqua non dà del tu, non ci arriva. La sua corsa disperata si inabissa a metà del fiume, insieme al suo futuro. Quando i ragazzi che sono con lui si girano per vedere che fine abbia fatto e non lo trovano, il più è fatto. I contorni della tragedia sono già tracciati: da lì non si può tornare più indietro.
È successo tutto nel tardo pomeriggio, all’ora dell’aperitivo. È accaduto ancora una volta nell’Oglio, dove il fiume in poche decine di metri e un pungo di curve, fa un tutt’uno delle province di Brescia, Bergamo e Cremona. La vittima è un ragazzo dell’Est europeo da tempo residente a Brescia. Il giovane, 27 anni, aveva scelto una delle spiaggette che costeggiano l’Oglio tra Roccafranca, Pumenengo, Torre Pallavicina e le campagne a nord di Soncino. Doveva essere una giornata in allegria, nella natura, in compagnia. Lo era stata fino a quel bagno che di colpo si è tramutato in tragedia..
La dinamica
Stando alla prima ricostruzione dei fatti, fornita dagli amici della vittima, ma anche da alcuni pescatori piazzati sull’argine a pesca di siluri, il più grande dei due fratelli si è trovato in difficoltà a poca distanza dalla riva, poco dopo essere entrato in acqua. La corrente l’ha trascinato verso sud, ma non ha impedito agli amici di raggiungerlo. I ragazzi, tutti trentenni, sono riusciti ad acciuffarlo nel volgere di pochi metri, a portarlo all’asciutto e a fargli riprendere conoscenza. Altrettanto non hanno potuto fare con il più giovane dei due, anche perché con lui, finito sott’acqua in un punto dove l’Oglio, a detta di chi lo frequenta, raggiunge anche i quattro metri, hanno perso quasi subito il contatto visivo. Prima che il suo corpo torni a pelo d’acqua, che riescano ad agganciarlo e a portarlo a riva, passano diversi minuti. Troppi per sperare in un rimedio. La situazione è talmente compromessa che nemmeno i sanitari arrivati a Torre Pallavicina con l’elisoccorso possono fare qualcosa.
Negli istanti dei soccorsi disperati, il giovane salvato dagli amici, probabilmente sotto choc, si allontana dal capannello di persone che stanno cercando di rianimare suo fratello. E sparisce dalla circolazione per diverse decine di minuti. Dal fiume si diffonde così la voce di una tragedia nella tragedia. Dopo quasi due ore il ragazzo però si palesa sano e salvo, anche se spaventato e senza parole. Sale su un’ambulanza per un controllo. Sta bene, ha solo freddo. E ancora non sa ancora che suo fratello è morto nel tentativo di salvarlo.
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