Morti in cantiere, il sindacalista bresciano: «Servono più controlli e meno libertà sui subappalti»
«Quando un operaio muore se ne parla per tre giorni, ma poi passa in secondo piano. Noi abbiamo avanzato delle proposte concrete, ma serve che tutti quanti, compresi i privati, la Pubblica Amministrazione e la politica, facciano il proprio dovere: ci devono essere più controlli nei cantieri, meno libertà sui subappalti e chi sbaglia deve pagare». Anche ieri mattina a Palazzolo, nella zona dell’ex Filanda, era presente Ibrahima Niane, segretario bresciano della Fillea-Cgil, che sta cercando di fare chiarezza sulla vicenda. Ieri ha incontrato anche il fratello - residente a Rovato - di Rahimi Bouzekri, il 56enne marocchino che risulta ancora disperso.
«Tre dei quattro operai erano iscritti alla Cassa edile sia di Brescia sia di Bergamo - spiega il sindacalista -. Questo è dovuto alla mobilità dei lavoratori». Dunque significa che avevano dei contratti da muratori, ma poi succede «che spariscano dai nostri radar - aggiunge -. E proprio per affrontare questa situazione, insieme alle altre sigle sindacali, abbiamo sottoscritto con l’Ance di Brescia, il programma Check proprio per mappare lo spostamento dei lavoratori e la suddivisione dei cantieri. Avevamo chiesto per esempio a Regione Lombardia di introdurre il badge nei cantieri, ma non siamo stati ascoltati».
Check è un progetto che ha permesso, a chi si occupa di tutelare i diritti dei lavoratori, di fotografare un dato sicuramente allarmante: «Notiamo che qualcuno sparisce per dei mesi e poi ritorna. Questo è dovuto al sistema del caporalato o a chi offre soldi in nero».
E dagli elementi che stanno emergendo in questo momento, anche se molti aspetti fondamentali non sono per nulla chiari, come ad esempio la società per cui lavoravano, «questo sembra un caso di dumping contrattuale - aggiunge -. Significa che, per pagare meno, sacrificando la formazione sulla sicurezza, gli operai vengono assunti con contratti da agricoltori, da multiservizi o metalmeccanici perché più convenienti a livello economico. Per le aziende c’è un risparmio anche del 45% e questo permette loro di aggiudicarsi degli appalti grazie al miglior ribasso. Ma se questo avviene significa che o non si pagano le tasse o si risparmia sui contratti dei dipendenti».
Per Ibrahima Niane non deve più succedere una cosa del genere: «Indagare dopo la tragedia sui contratti di lavoro degli operai morti».
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