Ha dedicato la sua vita agli animali, quando difenderli significava spesso andare controcorrente, con la scomparsa di Edda Riccarand Bertuetti, Brescia perde una delle figure che più hanno contribuito a cambiare il modo di guardare al randagismo e alla tutela degli animali sul territorio. A ricordarla con profonda commozione è Flavio Fisogni, presidente di Atar – Associazione Tutela Animali Randagi – insieme a tutto il consiglio direttivo e ai volontari che ancora oggi portano avanti il progetto nato grazie alla sua determinazione.
La sua storia
«Edda è stata una donna coraggiosa, capace di trasformare l'amore per gli animali in un impegno concreto e quotidiano. Senza di lei, la storia della tutela degli animali a Brescia sarebbe stata diversa». Il suo impegno iniziò già negli anni Settanta, quando prese parte alle prime manifestazioni contro la vivisezione e contro l’utilizzo delle pellicce, in un periodo in cui parlare di diritti degli animali era tutt'altro che scontato. Negli anni Ottanta divenne presidente dell'Enpa di Brescia e si trovò a combattere una delle battaglie più difficili della sua vita. All'epoca, infatti, la normativa prevedeva che i cani recuperati sul territorio e non reclamati dai proprietari venissero abbattuti dopo pochi giorni di permanenza nel canile sanitario, una realtà che Edda non riusciva ad accettare. Per salvare quei cani escogitò ogni soluzione possibile, arrivando persino a organizzare un rifugio temporaneo pur di evitare che quegli animali venissero soppressi. Fu una battaglia lunga e difficile, combattuta con determinazione e senza mai arrendersi.
Nel 1990, dopo aver lasciato l'Enpa, fondò Atar - Associazione Tutela Animali Randagi, con un obiettivo preciso: offrire una seconda possibilità ai tanti cani abbandonati che allora popolavano le strade della provincia bresciana. Da quel momento la sua vita divenne una continua corsa in aiuto degli animali. Partecipò a numerosi sequestri di allevamenti abusivi, allevamenti lager e canili in condizioni drammatiche, collaborando con forze dell'ordine, veterinari e istituzioni. La sua competenza e la sua determinazione le permisero di diventare un punto di riferimento anche a livello nazionale.
Tv, maratone e sensibilizzazione
Negli anni collaborò anche con Teletutto, contribuendo a sensibilizzare l'opinione pubblica sul fenomeno del randagismo e sulle condizioni dei canili, allora molto diverse da quelle di oggi. Fu sostenuta anche da personaggi del mondo dello spettacolo come Licia Colò e Paolo Limiti, che appoggiarono alcune delle sue campagne in difesa degli animali. Tra le iniziative che portano la sua firma ci sono anche due appuntamenti diventati simbolici per Brescia: la Maratona a sei zampe, organizzata per anni al Castello di Brescia, e la Festa del Bastardino, ospitata al Parco Gallo. Eventi nati non solo per raccogliere fondi, ma soprattutto per promuovere le adozioni e diffondere una nuova cultura del rispetto verso gli animali.
Non meno importante è stato il suo lavoro a favore delle colonie feline cittadine, che ha seguito e difeso con la stessa passione riservata ai cani abbandonati.
Nel corso della sua vita ricevette anche importanti riconoscimenti civici per l'impegno sociale e il volontariato, testimonianza di un'attività che ha lasciato un segno profondo nella comunità bresciana. «Ci lascia un'eredità immensa – conclude il presidente Flavio Fisogni – ci ha insegnato che dietro ogni animale c'è una vita da proteggere e che non bisogna mai voltarsi dall'altra parte davanti alla sofferenza. Continueremo il nostro lavoro seguendo i valori che ci ha trasmesso». Con Edda Riccarand Bertuetti se ne va una protagonista silenziosa della storia del volontariato bresciano. Ma il suo esempio continua a vivere ogni volta che un cane viene salvato, un gatto trova cure e una famiglia sceglie di adottare invece di acquistare. È questa l'eredità più preziosa che lascia alla sua città.



