Per la famiglia, per gli amici, Sara Brugnatelli, la ragazza morta in un incidente stradale in Albania, era quella solare. Quella «che portava casino», in senso buono, che accendeva ogni stanza in cui entrava con la sua vivacità contagiosa. Un’allegria che oggi striderebbe con il silenzio calato attorno alla villetta di Zocco (frazione di Erbusco), dove la 26enne viveva con papà Massimo dal 2006.
Sul vialetto di casa, il sentimento che regna ora è quello dell’attesa. «Sappiamo che la salma verrà portata a Tirana, ma non sappiamo quando ci riporteranno Sara: siamo in contatto con le onoranze funebri del posto», spiegano la zia e la cugina dal cancello dell’abitazione. In mano, il telefono squilla. Dall’altra parte della linea, parenti, conoscenti e compaesani della frazione, dove la notizia – e lo sconcerto – in poche ore si è sparsa a macchia d’olio.
Classe 2000, originaria di Rovato, vent’anni fa si era trasferita a Zocco dopo la separazione dei genitori. Dopo gli studi alberghieri a Clusane aveva svolto impieghi saltuari, anche come barista, e negli anni scorsi aveva lavorato al maneggio Burnec di Adro, facendo della sua passione per i cavalli una professione. «Quando la mamma era andata via, aveva legato con il cavallo di mio marito: lui lo seguiva poco, quindi lei aveva iniziato a montarlo e si era appassionata», spiega la zia.
Attualmente disoccupata, non stava però mai ferma: «Si è sempre data da fare», continua. Da circa tre anni frequentava il 25enne Kleo Vrioni, residente a Ponte San Pietro, nella Bergamasca, con cui – secondo i media locali albanesi – si sarebbe sposata domenica a Tirana dove stava trascorrendo qualche giorno di vacanza.
«Di questo, però, non ci ha detto nulla. Stiamo verificando tramite la Farnesina e i nostri legali», sottolinea la cugina. In attesa del rimpatrio e della data dei funerali, rimane intanto scolpito il ricordo di una bravissima ragazza, innamorata della vita e legatissima al papà, affetto da invalidità, di cui si prendeva cura ogni giorno.
Rimane il ricordo di una giovane con tanti, tantissimi amici, che mercoledì mattina si sono presentati in via Falcone per unirsi al dolore della famiglia. «Portava casino ovunque andasse», concludono: gli occhi, quando la ricordano, si illuminano. Il tono della voce torna forte. Quasi un omaggio a Sara e a quel suo prendere sempre la vita di petto.



