CronacaBassa

Montichiari, la Giunta dice «no» a Recupera: niente materiali nella cava

Giulia Bonardi
L’Amministrazione ha preso una posizione. Soddisfatti ambientalisti e opposizioni
L'area gestita dalla ditta Recupera srl - © www.giornaledibrescia.it
L'area gestita dalla ditta Recupera srl - © www.giornaledibrescia.it
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La Giunta si è detta contraria alla richiesta della ditta Recupera srl. Lo ha fatto attraverso una deliberazione con la quale si rende noto l’indirizzo politico rivolto agli uffici comunali, che, a fronte delle valutazioni tecniche e richiamando il parere della Giunta, diranno «No».

La squadra di Marco Togni è contraria « sia per la tipologia di riempimento proposta (che non prevede solo terre e rocce naturali, ndr), sia per la collocazione finale a quota campagna dell’impianto già esistente», che se portato in superficie potrebbe comportare un diverso impatto.

La vicenda

Facendo un passo indietro, la ditta, che gestisce un impianto di recupero inerti sul fondo di una cava a Vighizzolo, ha chiesto di riempire la cava stessa con oltre 1,8 milioni di metri cubi di materiali come terre e rocce da scavo, end of waste proveniente dalle loro lavorazioni e terre e rocce da scavo non pericolose (codice 170504), e, una volta riempita, di spostare in superficie l’impianto di recupero inerti. L’istanza aveva subito allarmato le associazioni Legambiente e Sos Terra che avevano parlato di «discarica mascherata da altr» e, sulla stessa linea di contrarietà, erano intervenute anche le opposizioni consiliari, chiedendo la convocazione della Commissione Ambiente, che si è, infatti, svolta. Anche il sindaco Togni aveva rassicurato sul fatto che non si trattava di una discarica, spiegando che i materiali non erano catalogati come rifiuti.

La posizione

«Abbiamo espresso ai nostri uffici parere politico contrario all’istanza, oltre a evidenziare che serve una valutazione più complessiva degli effetti di tali pratiche estese nel caso agli altri ambiti ex-estrattivi, invitando quindi gli uffici a intraprendere una riflessione a scala territoriale su condizioni di esercizio e destinazioni finali delle aree», ha commentato il sindaco. Insomma, al di là del caso Recupera, è emersa la volontà ed esigenza di riflettere sul futuro delle cave: «Come Amministrazione ci siamo chiesti se c’è la possibilità di riempire le cave solo con terre naturali, non contaminate e non sottoprodotti di ex rifiuti», ha detto Togni, considerando questa una possibilità da valutare per tutelare il territorio dall’arrivo di rifiuti, non dando mai per scontato il fattore di pressione.

Opposizioni e ambientalisti

Soddisfazione, per la posizione della Giunta, è stata espressa dagli ambientalisti e dalle opposizioni. «Siamo stati vigili e abbiamo portato alla luce le problematiche - ha aggiunto Legambiente Montichiari -. Urge pensare a interventi per evitare altri conferimenti di rifiuti e riuscire a immaginare aree di mitigazione ambientale». «Come opposizione, siamo soddisfatti al massimo e siamo certi che il nostro pressing e quello dei comitati sia servito nel determinare il risultato», ha commentato la consigliera di opposizione Beatrice Morandi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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