La «Casa della cultura» ha finalmente aperto i battenti. Ieri mattina, accompagnata dalle note del Corpo bandistico Santa Cecilia, è stata inaugurata la struttura che accoglierà ora la nuova biblioteca comunale e diverse attività culturali. I nuovi locali sono stati benedetti dal parroco don Daniele Botticini e onorati dalla presenza della poetessa Elena Alberti Nulli.
La struttura
Una sorta di «doppio edificio» quello inaugurato che ha trovato collocazione nell’area dov’era situata la vecchia materna (area centrale dove si trovano anche gli istituti scolastici, oratorio e chiesa parrocchiale) e ospiterà, come detto biblioteca, sala della musica, sala civica, ludoteca e spazi multifunzionali. Un progetto enorme, nato nel periodo pre-Covid dall’Amministrazione guidata dal sindaco Paolo Musatti e dal vicesindaco Ugo Buffoli, ora primo cittadino.

«Poter inaugurare questi spazi è grande motivo d’orgoglio – ha sottolineato il sindaco Ugo Buffoli, accompagnato dalla sua Giunta e da diversi colleghi sindaci -. Vogliamo che la Casa della cultura sia luogo d’incontro per giovani, associazioni e per tutti i cittadini tramite la cultura come mezzo di inclusione. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile trasformare un sogno in realtà».
L’intervento
La prima fase dei lavori ha visto innanzitutto la ristrutturazione dell’edificio che ospitava il vecchio asilo datato 1930, una struttura da tre piani e da 110 mq lordi ciascuno. In seconda battuta c’è stato un secondo lotto con lavori importanti che hanno portato alla costruzione del vero e proprio polo della cultura: la realizzazione di un secondo (e nuovissimo) edificio in aderenza al primo.
Il secondo edificio, collegato al primo, presenta anch’esso 3 piani, con oltre 200 mq di pavimentazione lorda ciascuno.
Un progetto da quasi due milioni di euro, finanziati anche con il supporto di un contributo regionale da oltre 500mila euro nell’ambito di bandi per la rigenerazione urbana.
Monticelli potrà ora contare su una biblioteca più ampia e moderna, con sale lettura e studio, spazi per i giovani, una sala civica, una sala della musica e una polifunzionale, per una «Casa della cultura» moderna, inclusiva e con tutti i crismi eco-green che servono oggi, senza dimenticare gli accessi per persone con disabilità.


