Monticelli Brusati si prepara a vivere il suo momento più alto di spiritualità e socialità. La prima settimana di agosto segnerà il traguardo della 46esima edizione della Festa Patronale di San Zenone, un appuntamento storico che unisce fede, identità territoriale e grande convivialità nel cuore della Franciacorta. Il fulcro delle celebrazioni religiose sarà, come da tradizione, la maestosa Chiesa Parrocchiale di San Zenone.
Il programma della festa
Si comincia venerdì 31 luglio: alle ore 19 la messa, poi l’apertura degli stand gastronomici e, alle 21, l’orchestra Paolo Bertoli. Sabato primo agosto toccherà all’orchestra Paola Fabiani, mentre domenica 2 agosto, dopo la solenne messa della domenica mattina e i vespri delle ore 17, gli stand gastronomici apriranno la serata.
Dalle 21 sul palco Dj Antonio Cabassi, mentre alle 22.30 appuntamento con la tombolata. Lunedì 3 agosto messa alle ore 19, l’orchestra Angelo Caravaggio alle ore 21 e l’estrazione con sottoscrizione a premi alle ore 23. Il ricavato verrà utilizzato per il restauro e il mantenimento della chiesetta.
Il culto di San Zenone
La religiosità, d’altronde, qui resta centrale: il culto di San Zeno o Zenone – che è molto diffuso in provincia di Brescia, tanto che è patrono in ben 17 parrocchie della diocesi – si deve a diversi miracoli che le leggende devozionali raccontano.
Uno riguarda una scommessa che san Zeno avrebbe fatto col Diavolo: con la vittoria in una partita a palla, giocata con la punta di una montagna, avrebbe ottenuto, come da scommessa, un battesimale in porfido che il terribile rivale sarebbe stato costretto a portare sulle spalle fin da Roma; un altro narra di come san Zeno avrebbe guarito la figlia indemoniata del magistrato Gallieno di Rezia ricevendo in dono una preziosa corona; ma la leggenda più straordinaria è riferita da papa Gregorio I Magno e narra di un improvviso straripamento delle acque dell’Adige che sommerse tutta la città fino ai tetti delle chiese, al tempo del re longobardo Autari.
Le acque arrivarono alla cattedrale dove il re aveva appena sposato la bella principessa Teodolinda, ma si sarebbero arrestate improvvisamente, in sospensione, sulla porta, tanto da potersi bere ma senza poter invadere l'interno. Ciò avrebbe determinato la salvezza dei veronesi, che, pur non potendo uscire, poterono resistere finché la piena non calò.



