Cronaca

Nuovi monitoraggi e analisi per proteggere la Torre Civica di Calvisano

Sensori ad alta precisione e ricercatori universitari studiano i movimenti impercettibili dello storico edificio
Marco Zanetti
I sensori rilevano le fluttuazioni delle sollecitazioni nei montanti - © www.giornaledibrescia.it
I sensori rilevano le fluttuazioni delle sollecitazioni nei montanti - © www.giornaledibrescia.it

In pochi lo sanno, ma da tempo la torre civica di Calvisano è sotto osservazione.

«Dei sensori ne monitorano lo stato di salute – spiega Emanuele Gandelli, ricercatore e ingegnere del Politecnico di Milano –. Chiamato a sostenere il fusto, costruito nel 1711 per ospitare le campane, il basamento della fortificazione merlata medievale eretta nel 910 è infatti piuttosto fragile: riempito in origine prevalentemente con materiale di risulta, poggia peraltro solo su due lati, complice il passo carraio al centro».

Controllo e sicurezza

Fondamentale per evitare qualsiasi rischio è stato l’intervento del professor Ezio Giuriani che, nel 2006, individuate piccole fessure nel lanternino sommitale, fece installare un esoscheletro in acciaio utile ad assorbire parte dei carichi con travi e tiranti. «Pur ignorandone in molti l’esistenza, è un unicum» dice Gandelli.

L'esoscheletro, utile ad assorbire parte dei carichi con travi e tiranti - © www.giornaledibrescia.it
L'esoscheletro, utile ad assorbire parte dei carichi con travi e tiranti - © www.giornaledibrescia.it

In quell’occasione sono stati collocati dei dispositivi che rilevano le fluttuazioni delle sollecitazioni nei montanti a seconda della loro decompressione o compressione data dalle temperature. «Egidio Marchina dell’Università degli Studi di Brescia – prosegue Gandelli – si reca spesso in paese per consultarne i dati. Molto affascinato dalla cosa, ho voluto dunque dare anch’io un contributo».

Movimenti e vibrazioni

Coinvolgendo anche i giovani del Politecnico: un team di lavoro è impegnato a svolgere simulazioni e prove d’identificazione dinamica per indagarne movimenti e vibrazioni impercettibili ad occhio nudo. Il tutto servendosi di accelerometri ad elevata sensibilità impiegati solo su strutture di notevole rilevanza, come la torre Gabbia di Mantova e quella delle Ore di Lucca. «Con un’ecografia da ripetere nei prossimi mesi, capiremo se sia opportuno mettere mano al malato pluricentenario per curarne le ferite», chiosa l’ingegnere.

«Con questo studio rinnoviamo ancor oggi l’attenzione verso il principale simbolo della comunità, inserito nel patrimonio da valorizzare e preservare specie per le future generazioni – commenta a margine il consigliere comunale Cinzia Candrina che segue il progetto –. A tal proposito, in attesa che termini l’iter per riqualificare la chiesa di Santa Maria della Rosa, in occasione del 20° anniversario dell’intervento di consolidamento della torre civica ne valutiamo anche un restauro conservativo degli affreschi (tra cui figurano i patroni locali San Silvestro e la beata Cristiana, ndr) e della meridiana, purtroppo ammalorati sulla facciata principale».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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