È passata poco più di una settimana da quando il Ministero dei Trasporti ha inviato ad un centinaio di operatori, enti e associazioni, una bozza con una quindicina di proposte di modifica al Codice della Strada che poi, da settembre, potrebbero iniziare il proprio iter parlamentare.
Secondo il Mit si tratta di modifiche per andare «più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti» ma anche di tutti gli utenti della strada. Per l’associazione bresciana delle Polizie locali, che raccoglie i comandi della Provincia di Brescia, ci sono però, a conti fatti, più ombre che luci. Alessio Moladori, ufficiale a Brescia e presidente dell’associazione, ha analizzato alcune delle principali novità, considerando che una delle categorie che potrebbe essere più colpita è proprio quella degli agenti di Polizia locale.

Le proposte
I nuovi interventi seguono la riforma del 2024, orientata alla tolleranza zero su alcol, droga e telefono al volante. A due anni di distanza, la priorità resta la sicurezza, ma con la volontà di distinguere tra comportamenti da pirati della strada e infrazioni meno pericolose.
Ecco quindi multe diversificate per l’eccesso di velocità – 10 euro in più per ogni chilometro orario oltre il limite in autostrada e 5 euro nelle strade a lento scorrimento. Si pensa anche di permettere l’utilizzo della corsia di emergenza da parte dei motociclisti in caso di traffico intenso e i sorpassi a destra, con la circolazione su corsie parallele in autostrada.
Ma la proposta che più sta facendo discutere è quella della patente ai 17enni, prevista da direttive europee, che l’Italia deve recepire entro fine 2027. Scatterà inoltre una stretta sui veicoli senza assicurazione, con controlli incrociati, affidati a una nuova task force della motorizzazione.
Più severità riguarderà anche gli stranieri che non pagano le multe: nei cinque anni successivi a una violazione, sarà possibile la riscossione coattiva nei confronti di qualsiasi conducente si trovi a circolare in Italia sul veicolo con cui è stata commessa l’infrazione. Si riduce da 90 a 30 giorni il termine per la notifica dei verbali degli accertamenti da remoto e, in generale, le sanzioni non aumenteranno più automaticamente in base all’inflazione e i loro incassi saranno destinati per il 70% alla sicurezza delle strade.
Il commento
«Non siamo contrari alla patente ai ragazzi di 17 anni e anche alle agevolazioni per far entrare i giovani nel mondo dell’autotrasporto ma vorremmo che ci fosse accanto al conseguimento del documento anche un percorso per verificare la responsabilità del soggetto, la capacità di gestire un veicolo e le conseguenze di un suo uso errato. Si potrebbero prevedere, ad esempio, percorsi obbligatori con le associazioni che si occupano dei familiari delle vittime oppure con medici e infermieri che intervengono in caso di incidente» spiega Moladori.
Favorevoli per quello che riguarda «la stretta sui veicoli senza assicurazione e per l’obbligo del casco alle biciclette elettriche più potenti» così come per «la proporzionalità nelle sanzioni per l’eccesso di velocità, calcolate per ogni chilometro orario di superamento. Non era giusto che a comportamenti diversi corrispondessero le stesse sanzioni. La proposta ci sembra più equa».
Le critiche arrivano invece per l’abbattimento dei tempi di verbalizzazione: «Il passaggio da 90 a 30 giorni per le rilevazioni da remoto rischia di creare qualche difficoltà, in particolare ai comandi che hanno più pratiche da gestire. Certo l’informatizzazione, che si vuole ulteriormente implementare, aiuta – spiega ancora Moladori – ma il controllo umano è sempre necessario ed è comunque l’ultimo passaggio. Per rispettare quei tempi sarà necessario aumentare il personale negli uffici e, almeno in una prima fase, potrebbe tradursi in una riduzione delle pattuglie su strada».




