Mobilità sicura, il progetto della Provincia ha coinvolto 11mila studenti

Undicimila studenti coinvolti nei percorsi di sensibilizzazione e formazione, 462 persone che hanno provato i corsi di guida sicura, 70 controlli sulle strade con 104 persone denunciate, sulle 3.000 fermate, per guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di alcol. Numeri molto importanti, ai quali si aggiungono quelli delle campagna social: sulle piattaforme Meta è stara ottenuta una copertura di 1,86 milioni di persone, generando 5,39 milioni di impression; su Tik Tok una copertura di 270mila utenti, generando circa 1,2 milioni di impression. La campagna di sensibilizzazione è stata realizzata da Dexa ed è stata rilanciata da istituzioni, atleti e scietà sportive, associazioni di categoria, come gli Artigiani, e tante altre realtà.
Il bilancio
Questa mattina, giovedì, nella Sala del Consiglio in Broletto si è tracciato il bilancio di quasi un anno di «Mobilità sicura», che ha visto la Provincia di Brescia protagonista, insieme ad altre 19 province italiane. Il progetto, promosso dall’Unione Province d’Italia nell’ambito dell’accordo con il Dipartimento delle Politiche antridroga del Consiglio dei Ministri, si poneva l’obiettivo di promuovere il contrasto agli incidenti stradali, con particolare attenzione ai giovani. In questi mesi, grazie al contributo di 100mila euro, si sono susseguiti momenti di formazione, momenti teatrali, campagne di sensibilizzazione nelle scuole della città e della provincia. Questo è stato possibile al ruolo centrale – e storico – dell’associazione Condividere la strada della vita e da quest’anno anche del Consorzio Gli Acrobati, servizio multidisciplinare integrato ambulatoriale delle dipendenze. Ma anche corsi di guida sicura – simulazione della guida in stato di alterazione, realizzata con particolari visori – in città, nell’hinterland (Comune di Bovezzo), in Valcamonica (Breno), tra il Sebino e la Franciacorta (Chiari), in Valtrompia (Sarezzo) e tra il Garda e la Valsabbia (Toscolano Maderno).
Per quanto riguarda i controlli, effettuati nelle zone più frequentate dai giovani su tutto il territorio –Bassa, Franciacorta, lago d’Iseo e quello di Garda, Valcamonica e hinterland di Brescia – undici, tra agenti e ufficiali, della Polizia provinciale hanno effettuato 70 controlli (soprattutto notturni), alcuni con il supporto dei carabinieri e altri con gli agenti della Polizia locale. Il dato più rilevante è che dei 104 denunciati solo 11 hanno meno di 30 anni. A dimostrazione che i corsi di sensibilizzazione a partire dalle scuole funzionano.
I protagonisti

Nel corso della mattinata hanno preso parte i vertici e i tecnici del Broletto e i rappresentanti della Polizia provinciale, il prefetto di Brescia Andrea Polichetti, i vertici dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e dei Vigili del fuoco e tutti i vari protagonisti che hanno reso possibile questo progetto: tra questi ovviamente il presidente dell’Associazione Condividere la strada della vita, Roberto Merli, l’ideatore Giacomo Zobbio – ex consigliere provinciale già promotore dell’attività messa in campo per il memorial Giorgio Botti (presente la madre oggi, giovedì, in Broletto), giovane della Valtrompia morto in un incidente stradale mentre viaggiava come passeggero –, ma anche i volti della campagna social come la campionessa di Motocross, Chantal Pavoni, e il campione paralimpico e mondiale di nuoto, Federico Bicelli. Seduti in aula anche il presidente di Automobile club Brescia, Aldo Bonomi, il vicesegretario dell’Avis provinciale Luigi Spada, il vicepresidente dell’Atlantide Pallavolo Brescia Gianlorenzo Bonisoli e la professoressa Monica Buizza dell’Ufficio scolastico provinciale.
I numeri delle vittime
Tutti quanti hanno sottolineato l’importanza del progetto, «che sicuramente continuerà – hanno spiegato – questo è un punto di partenza e non di arrivo. Si continua a lavorare per avvicinarci all’obiettivo vero, quello di zero vittime sulla strada». Se si considera il lungo periodo è chiaro che sono stati raggiunti dei miglioramenti: dagli oltre 200 morti all’anno dei primi anni 2000 ai 67 dell’anno scorso. Ma se si considerano questi ultimi anni l’andamento è altalenante: nel 2023 sono state 61 le vittime, nel 2024 56 e nel 2025 67. Nei primi mesi di quest’anno siamo già a 11 morti. Nel corso dell’incontro, infatti sia Merli sia Bonisoli hanno ricordato il 14enne Nicolas Tomasoni, morto in sella al suo motorino a Chiari domenica pomeriggio. «È importante continuare a fare formazione e informare – conclude Merli – ma anche investire nelle infrastrutture. Per esempio le numerose rotatorie sorti negli ultimi anni hanno aiutato, ma evidentemente non basta. E i controlli da parte delle forze dell’ordine restano decisivi, anche in chiave di prevenzione. Sono molto amareggiato per quanto successo, perché mi ricorda la morte di mio figlio: anche lui aveva 14 anni ed era in moto».
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