Sicurezza stradale, Brescia diventa modello nazionale
È un fenomeno che non ha geografia, che nel nostro Paese colpisce indistintamente ad ogni latitudine. E nonostante la sensibilità sulla sicurezza negli ultimi anni sia ampiamente cresciuta, è ancora lunga la strada da percorrere per ridurre al minimo gli incidenti.
Per perseguire questo ambizioso obiettivo Brescia è partita per tempo, al punto da diventare oggi modello per un progetto di livello nazionale come il «Mobilità sicura» dell’Upi, l’Unione Province d’Italia. È stato infatti pubblicato il bando per concorrere all’assegnazione di fondi nell’ambito dell’iniziativa finanziata dal Fondo contro l’incidentalità notturna, sulla base dell’accordo stipulato tra il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Anci ed Upi.
Lo scopo è quello di promuovere iniziative di prevenzione e contrasto di ogni forma di incidentalità stradale correlata ad alcol e droga, con particolare attenzione ai giovani, in collaborazione con istituzioni ed enti del territorio.
La selezione
Tramite l’avviso saranno selezionate 20 Province cui assegnare il contributo e Brescia potrebbe presto avere 100mila euro per campagne di sensibilizzazione e iniziative di sicurezza stradale. Il tutto in memoria di Giorgio Botti, 18enne morto nel 2022 sulle strade valtrumpline. Nella vettura guidata dall’amico lui era un passeggero.
«Siamo orgogliosi del fatto che le nostre iniziative di sicurezza stradale in memoria di Giorgio, dedicate alla figura del passeggero consapevole e guidatore responsabile, siano state prese a modello per un progetto di livello nazionale come il “Mobilità sicura” – commenta il presidente della Provincia Emanuele Moraschini –. In questo modo il suo messaggio potrà essere d’aiuto a tante famiglie, non solo bresciane».

Ideatore del progetto è l’ex consigliere provinciale Giacomo Zobbio, che ha avviato un percorso giunto ora ad un nuovo step. «Insieme all’Associazione Condividere la strada della vita e al Settore Strade – spiega Zobbio – siamo già al lavoro per presentare una serie di iniziative complete sotto ogni punto di vista. Nel frattempo siamo già attivi anche su altri fronti: insieme all’Ufficio scolastico territoriale coinvolgeremo dirigenti, docenti e studenti per il concorso nelle scuole».
Il risultato odierno, invece, che si deve anche all’impegno di Cristina, la madre di Giorgio, è per Moraschini «la dimostrazione di come le buone idee e i messaggi positivi possano fare breccia anche oltre i propri confini. Presenteremo, infatti, un programma dettagliato così da non lasciarci sfuggire l’opportunità».
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