La Provincia entra in Fondazione Mille Miglia, ma la maggioranza è spaccata

Che ci fosse qualche problema lo si è capito subito. O quasi subito. Un ritardo di 10 minuti, anche un quarto d’ora, è comprensibile. Ma quando i minuti diventano 30, i dubbi si trasformano in certezze. Il Consiglio provinciale di ieri si sarebbe dovuto aprire con la discussione e il voto sull’adesione del Broletto alla Fondazione Mille Miglia. Alle 15 (orario di inizio dei lavori), però, di consiglierei di maggioranza ce n’erano pochi: neanche il numero per far partire la seduta. Poi, alla spicciolata, iniziano ad arrivare. Una piccola riunione interna e – con circa un’ora di ritardo – si può partire.
Trovare la quadra per il centrodestra in effetti non è semplice. Quando è stato il Consiglio comunale ad essere chiamato al voto per la Fondazione Mille Miglia, Lega e Fratelli d’Italia si sono astenuti, con Fabio Rolfi (Lega), Paolo Fontana (Forza Italia) e Nini Ferrari (Fratelli d’Italia) fuori dall’Aula.
I tre consiglieri siedono però anche tra i banchi del Broletto, dove il presidente Emanuele Moraschini ha già da tempo confermato l’adesione della Provincia alla nuova realtà. Un cortocircuito era dunque prevedibile. Intuire che la discussione interna al centrodestra sarebbe arrivata appena prima dell’inizio del Consiglio provinciale, era invece più difficile da pronosticare.
Il voto
La seduta inizia e il primo punto all’ordine del giorno diventa l’ultimo. Poi diventa il settimo, subito dopo la discussione sulla Corda Molle e un’altra breve riunione della maggioranza. Alla fine la delibera per l’adesione alla Fondazione passa con 13 voti favorevoli. Ma è il dettaglio che ci interessa. Il vicepresidente Rolfi e i consiglieri Fontana e Laura Trecani (Lombardia ideale) non votano, mentre Marco Togni, collegato da remoto, si scollega e non partecipa al voto. Nini Ferrari dà il suo sì, seguendo il presidente e gli altri consiglieri di Fratelli d’Italia.
La spaccatura è nel centrodestra. Nella Lega per due che non votano, ce n’è uno che è favorevole: il sindaco di Concesio Agostino Damiolini. In Forza Italia a fare da contraltare a Fontana c’è Caterina Lovo Gagliardi.

L’opposizione vota compatta a favore. E il Consigliere Filippo Ferrari (Pd) attacca subito: «Qualcuno in maggioranza non voleva votare questa delibera. Potevamo uscire dall’Aula e i voti per l’approvazione non ci sarebbero stati. Invece pensiamo al bene comune e per questo voteremo sì». Rolfi risponde subito: «Non scappo di fronte alle mie idee». E poi aggiunge alcune precisazioni. «Sono favorevole a una fondazione, ma non si dovevano accelerare le tempistiche in questo modo. Ho tante perplessità legate al progetto: ancora una volta la politica ha dimostrato la sua debolezza».
Dall’altra parte il centrosinistra si prende il merito dell’approvazione. E punzecchia immediatamente il presidente Moraschini. «Qual è la linea politica che intende seguire?» Ma la risposta arriva dagli stessi consiglieri d’opposizione: «La Provincia non può permettersi di navigare a vista o restando ostaggio dei malumori interni al centrodestra. È doveroso che chi guida l’ente si assuma la piena responsabilità politica di questo scenario preoccupante».
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