Cronaca

1000 Miglia Collection Days, i ricordi corrono tra foto, punzoni e coppe

Testimonianze inedite e storie di famiglia al Giornale di Brescia nella prima giornata dell’iniziativa. Cinque gli incontri per celebrare il centenario
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

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Per qualche ora sala Libretti ha smesso di essere una sala e ha somigliato a piazza Vittoria nei giorni della corsa: il pubblico dietro le transenne, la città in attesa, la Mille Miglia pronta a tornare memoria prima ancora che rombo. Sullo sfondo, una grande fotografia in bianco e nero del 1936 ha fatto il resto. Davanti alla telecamera, sollecitati dalle domande di Elena Pala, storica e curatrice del progetto, i ricordi hanno cominciato a rimettersi in moto.

Beatrice Saottini, presidente di 1000 Miglia srl
Beatrice Saottini, presidente di 1000 Miglia srl

Verso il centenario

È partita così, ieri al Giornale di Brescia, la prima giornata dei 1000 Miglia Collection Days, il percorso di raccolta di fotografie, documenti, cimeli e testimonianze legate alla Freccia Rossa in vista del centenario del 2027. Il debutto ha funzionato: accanto agli appuntamenti fissati sono arrivati contributi inattesi, con materiali custoditi per anni nei cassetti di famiglia. Il primo a presentarsi è stato Gianpietro Belussi, presidente del Veteran Car Club, con i punzoni originali e le pinze della prima edizione del 1927 e di quella del 1947: «Quelli del ’47 erano due – ha raccontato – uno per Brescia e uno per Roma, perché al ritorno si applicava il secondo». Un gesto tecnico che ancora oggi resta tra i più attesi.

Dalla punzonatura il racconto si è allargato al lavoro nascosto dietro la corsa. Angelo Colosio ha portato fotografie sull’organizzazione concreta della gara, insieme a insegne e marchi originali della Om, dove iniziò la sua attività nel 1957. Pietro Presti ha affidato alla raccolta una pubblicazione originale ricevuta da Emilio Romano, copilota di Clemente Biondetti nella vittoria del 1947.

Da altre regioni

Sono arrivati anche ricordi da fuori Brescia. Patrizia Bauer e Giorgio Masetti Zannini de Concina, coppia bolognese, hanno portato due coppe vinte dai rispettivi genitori e un libro di fotografie di famiglia: memoria di «quella bellissima epoca dei gentlemen driver» e delle macchine «un po’ pazze». Alessandro Ambrosetti, che invece è di Palazzolo, ha portato la prima pagina della Gazzetta dello Sport del 1950 con l’ordine di partenza: tra i nomi compare la coppia Ambrosetti-Caratti.

Uno dei passaggi più intensi è arrivato con Tiziana Rossetto. Il padre partecipò alle edizioni del 1950 e del 1951, prima su un’Ardea e poi su una Topolino: «Del 1951 ricordo la famiglia davanti alla radio, emozionatissima, soprattutto mia mamma», ha detto. Quell’anno raggiunse Roma in 27 ore, ma il ritorno fu una piccola epopea: un semiasse rotto lo costrinse ad arrivare quasi «sui tamburi delle ruote». Rossetto ha portato certificazione, medaglia, coppa, fotografie, il permesso di guida necessario per partecipare.

Con Claudio Savoldi la memoria ha preso la forma di una mappa domestica: una rivista del 1932, fotografie degli anni Trenta, un’immagine di una Om Superba e uno scatto con la partenza vista dall’alto da viale Venezia. «Siamo nati lì, proprio dove parte e dove arriva», ha raccontato. Celso Vassalini ha riportato il clima della punzonatura accanto all’onorevole Savoldi e al professor Boni: «Mi stupivo che persino gli inglesi capissero ormai il nostro dialetto».

Gli oggetti hanno continuato a parlare. Franco Lucchetta ha portato la cuffia e gli occhiali da pilota appartenuti al padre, risalenti alla Mille Miglia del 1930 e forse usati anche nel 1947. A dare voce, in senso letterale, alla corsa è stato Giancarlo Liberatore con un cimelio legato a Radio Bini, che curava l’amplificazione all’arrivo. Giuliano Trevisan ha portato una fotografia del 1957, l’anno dell’ultima Mille Miglia classica, quando andò con il padre a vedere l’arrivo e l’attesa fu segnata dalla notizia dell’incidente di Guidizzolo.

Patrimonio

A chiudere il mosaico sono arrivati Gianluca Vedari e Floriano Grazioli, dello Scuderia Ferrari Club di Nuvolera, con tre fotografie originali tra il 1947 e il 1957, scelte da un archivio più ampio. Un primo assaggio di un patrimonio che può ampliare la memoria collettiva della corsa insieme ai tanti cimeli che continueranno a giungere al GdB.

Nuovi appuntamenti

I 1000 Miglia Collection Days, cinque appuntamenti tra ottobre e novembre per raccogliere fotografie, cimeli e testimonianze. «Per noi è un’emozione fortissima – spiega Fulvio D’Alvia, ad di 1000 Miglia srl –. Vogliamo far rivivere alla città, alla provincia e a tutta Italia una storia che appartiene a tutti. Per questo abbiamo invitato i cittadini a condividere ciò che hanno conservato negli anni».

La storica Elena Pala e l'ad di 1000 Miglia srl Fulvio D'Alvia
La storica Elena Pala e l'ad di 1000 Miglia srl Fulvio D'Alvia

A raccogliere le testimonianze è Elena Pala, storica e referente scientifica del progetto. «Ci interessano anche i piccoli oggetti, capaci di raccontare storie preziose. L’ambizione è ricostruire la memoria della corsa attraverso le famiglie bresciane e le comunità attraversate dalla Freccia Rossa».

A sottolineare il valore dell’iniziativa è stata Beatrice Saottini, presidente di 1000 Miglia srl: «È un modo nuovo per raccontare l’affetto della gente verso una corsa che unisce vetture straordinarie, quel museo viaggiante di cui parlava Enzo Ferrari, e il vissuto delle persone. Vogliamo far riemergere queste storie e conservarle come patrimonio per il futuro». Alla prima giornata ha partecipato anche Enrico Zampedri, presidente della Fondazione 1000 Miglia. I prossimi appuntamenti sono in programma mercoledì 21 e 28 ottobre, 4 e 11 novembre, sempre in sala Libretti al Giornale di Brescia. Può partecipare chi possiede cimeli legati alla corsa e risalenti al periodo tra il 1927 e il 1987. Per iscriversi scrivere a collectiondays@1000miglia.it.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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