Cronaca

Mille Miglia: casco, foulard e cippo raccontano la gara da nuove prospettive

Terzo appuntamento con i «Collection Days» nella Sala Libretti del Giornale di Brescia: cimeli e testimonianze anche dalla Toscana. L’ad D’Alvia: «Partecipazione straordinaria»
Marco Tedoldi

Marco Tedoldi

Giornalista

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1000 Miglia, i ricordi diventano memoria

C’è un cippo che racconta una tragedia di quasi un secolo fa, una fotografia ingiallita che custodisce il sorriso di un giovane pilota, un casco che ha attraversato cinque Mille Miglia. E poi un foulard, una vecchia valigetta, un disegno. Oggetti diversi, uniti dallo stesso filo rosso: la passione per la corsa più bella del mondo. Sono i ricordi condivisi durante il terzo appuntamento dei 1000 Miglia Collection Days, che ieri hanno trasformato la Sala Libretti del Giornale di Brescia in uno scrigno di memorie di famiglia riordinate dalla storica Elena Pala.

Da Siena

C’è chi è arrivato persino da Siena. Franco Becci e Roberto Zalaffi, del Siena Club auto e moto d’epoca, hanno portato una storia che risale al 1930, quando il 25enne Enrico Benini perse la vita durante la quarta edizione della gara: «Abbiamo ritrovato il cippo commemorativo dedicato al pilota e abbiamo deciso di restaurarlo e ricollocarlo nel luogo originario – racconta Becci –. Continuiamo a prendercene cura per mantenere viva la sua memoria e quella della corsa».

Dalla tragedia al sorriso immortalato in una fotografia del 1948. A mostrarla è Loredana Fiora, arrivata con la nipote Matilde. Nell’immagine c’è il marito Arrigo Rossi, allora giovane pilota: «Partecipò a una sola Mille Miglia, con una Topolino», racconta. All’epoca Loredana aveva appena quattro anni e non sapeva ancora che quell’uomo sorridente sarebbe diventato suo marito. Con la fotografia ha portato anche una vecchia pagina del Giornale di Brescia, ritrovata durante un trasloco, con i nomi dei concorrenti della corsa.

Un casco e alcuni trofei riportano invece alle Mille Miglia degli anni Cinquanta, tra la passione per la velocità e il dramma di Guidizzolo: a portarli è Pierangelo Pasotti in ricordo del padre Pietro, protagonista di cinque Mille Miglia consecutive, dal 1953 al 1957. Proprio nell’ultima edizione assistette alla tragedia di Guidizzolo, che lo segnò profondamente: «Rimase talmente scosso che per sette mesi non partecipò più a nessuna gara», ricorda il figlio. Poi la passione per i motori ebbe nuovamente il sopravvento.

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La terza giornata dei 1000 Miglia Collection Days - fiora.jpg

C’è poi chi ha custodito un’immagine semplicemente perché se ne era innamorato. È Giuseppe Sguazzi, che ha condiviso un ritaglio del Giornale di Brescia degli anni Cinquanta con un disegno in bianco e nero raffigurante una Lancia. L’auto sembra attraversare una strada bagnata dalla pioggia: «Mi è sempre piaciuto moltissimo e l’ho conservato per tanti anni», spiega.

Tra i banchi di scuola

Un foulard racconta invece una Mille Miglia entrata tra i banchi di scuola. Lo indossa Gabriella Abeni, che lo ricevette in premio nel 1987, quando insegnava in una terza media a Chiesanuova. La classe partecipò a un concorso promosso dall’Automobile club di Brescia, classificandosi terza con un elaborato interdisciplinare. Gli studenti immaginarono la corsa del 1940, consultarono i giornali dell’epoca all’Archivio di Stato e raccontarono i cambiamenti del paesaggio attraverso un viaggio immaginario in bicicletta lungo il percorso. Per la copertina scelsero immagini futuriste, simbolo della velocità. «Vincemmo un computer per la scuola, mentre a me regalarono questo foulard», sorride l’ex insegnante.

E a riportare la memoria al 1977, anno della prima rievocazione storica, è Mario Valzelli. Il suo tesoro è una valigetta consegnata ai concorrenti: apparteneva al padre, che a quella Mille Miglia partecipò insieme allo zio.

Taruffi, Moss e gli altri

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La Mille Miglia del 1957

L’ultima Mille Miglia di velocità rivive invece in un filmato che unisce la passione per i motori a quella per la cinepresa. Dino Corbo porta in Sala Libretti un documento di grande valore storico ed emotivo: una bobina con le riprese della Freccia Rossa del 1957, realizzate dal padre Alfonso e custodite con affetto dal figlio per quasi settant’anni. Immagini che restituiscono l’atmosfera di un’epoca in cui la Mille Miglia richiamava lungo le strade migliaia di appassionati.

Le riprese, realizzate con una cinepresa amatoriale, raccontano non solo l’impresa di Piero Taruffi, vincitore al volante della Ferrari 315 S, ma anche i momenti che precedevano la gara, la partenza e l’arrivo. Tra i protagonisti immortalati compaiono pure il leggendario Stirling Moss e l’allora sindaco Bruno Boni.

Primo bilancio

A tracciare un primo bilancio dei Collection Days è Fulvio D’Alvia, amministratore delegato di 1000 Miglia srl: «Quello che ci colpisce è la grande partecipazione. Ci fa piacere che arrivino persone anche da fuori Brescia: nella prima giornata abbiamo avuto un ospite da Bologna, oggi addirittura due da Siena. È proprio questa condivisione dei ricordi l’aspetto per noi più importante».

Prossimi appuntamenti

La raccolta proseguirà con gli ultimi due appuntamenti, il 4 e l’11 novembre. «Aspettiamo con affetto e simpatia tutti coloro che desiderano condividere un pezzo della storia della Mille Miglia», conclude D’Alvia. Può partecipare chi possiede cimeli legati alla corsa risalenti al periodo tra il 1927 e il 1987. Per iscriversi la mail è: collectiondays@1000miglia.it.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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