C’è chi si emoziona ricordando «quando da bambino facevo un circuito a terra e con le macchinine giocavo a fare la Mille Miglia». E chi, a distanza di quasi settant’anni, torna con la memoria ai rumori dei motori, all’odore della benzina, alla folla assiepata lungo il percorso. Poi ci sono le fotografie, rimaste per decenni in un cassetto o dimenticate in garage, che all’improvviso tornano a raccontare una storia. Quella della Mille Miglia, certo, ma anche quella delle famiglie bresciane che l’hanno vissuta, tramandata e custodita.
In vista del centenario del 2027, i Collection Days del Giornale di Brescia raccolgono immagini, documenti e testimonianze che restituiscono alla Freccia Rossa la sua dimensione più intima: quella di una passione capace di attraversare le generazioni e diventare parte della memoria di una città. Ieri, nella Sala Libretti del nostro quotidiano, è andata in scena la seconda giornata. Carica di storie di vita.

I ricordi
Quella di Renato Treccani è l’esempio di come un ricordo possa riemergere quasi per caso. È stata la madre, 94 anni, leggendo il Giornale di Brescia, a scoprire la raccolta di fotografie e ripensare a un’immagine conservata nella loro casa delle vacanze a Bagolino. Uno scatto che risale alla prima edizione della Mille Miglia, nel 1927, e ritrae uno zio della donna. E al figlio ha detto: «Cercala e portala». Detto, fatto.
Anche Franco Gala ha riaperto gli album di famiglia: una fotografia del 1952, anno della diciottesima edizione. Nell’immagine c’è lo zio pasticcere sotto i portici. Era lui a preparare le torte per i festeggiamenti organizzati il giorno dopo la gara nel salone della Loggia. Perché la Mille Miglia non era soltanto una competizione: coinvolgeva i negozi, le famiglie, le strade e la vita quotidiana della città. Ieri, ancor più di oggi.
Per Giorgio Taglietti, invece, la fotografia consegnata racconta un’esperienza vissuta in prima persona: l’arrivo dell’edizione del 1957, l’ultima Mille Miglia di velocità, vinta da Piero Taruffi. «L’ho seguita un po’ da privilegiato», racconta alla professoressa Elena Pala, studiosa e coordinatrice del progetto Collection day. Sotto la tutela di Oreste Alabiso, fotografo ufficiale della gara, Giorgio Taglietti poteva sfruttare il suo pass per andare oltre le transenne, in piazza Vittoria e in viale Venezia. «Ho vissuto proprio intensamente i giorni delle punzonature, l’arrivo, le partenze. Sono stato molto fortunato».
Il tempo non ha cancellato quelle sensazioni. «Ogni volta è un’emozione. Forse per me, che l’ho vissuto in un modo particolare, quando ritorno in piazza Vittoria o in viale Venezia inevitabilmente ritorno a quando ero bambino. Ritornano alla luce le emozioni, quello che ho vissuto allora: i rumori, gli odori, la benzina, la gente».
Vivere la corsa
Sensazioni indimenticabili e ancora attuali per Roberto Vesco, che ha vinto la rievocazione – anche l’edizione storica segnata dal Covid e corsa ad ottobre – ed è il papà di Andrea, pluricampione negli ultimi 15 anni. «Ho un garage intero che racconta la Mille Miglia» spiega. Giurando: «Quando volete lo apriamo insieme e vi mostro tutto». Per ora ha messo a disposizione vecchie riviste di Primavera bresciana, annuari e documenti rari, oltre ai ricordi della sua partecipazione alla gara nel 1977 e nel 1982. Nella sede del Giornale di Brescia ha trovato spazio anche la memoria custodita nei libri e nelle riviste.
Ezio Ghitti ha portato una pubblicazione del 1958 con fotografie della Mille Miglia dal 1927 al 1957: circa 200-300 immagini originali, insieme ad altre riprodotte dall’archivio di Redaelli, autore del primo libro dedicato alla corsa.
Emilio Masneri, accompagnato dal nipote, ha invece recuperato fotografie ricavate da vecchi giornali e conservate in casa. La sua passione non si è mai spenta: ancora oggi frequenta piazza Vittoria per seguire le punzonature e respirare l’atmosfera della corsa. «E ci sarà anche per il centenario a maggio» assicura con i suoi 88 anni. Album, o meglio, quaderno dei ricordi poi per Michele Favero che ha ritrovato il tema scritto a mano nel 1949 dal padre Alberto che frequentava la quarta elementare. Titolo: «Descrivi la corsa automobilistica della Mille Miglia». «Ho assistito all’arrivo. Come mi sono divertito» scrive il bambino. E così descrive la Brescia di quei giorni: C’erano le tribune tutte imbandierate e la città era quasi si può dire disabitata. Tutti erano a vedere la corsa».



