Cronaca

Mercalli: «Questa temperatura ce la teniamo, ora evitiamo che peggiori»

L’intervista al climatologo: «Smettiamola con il negazionismo: è la crisi climatica»
Francesca Marmaglio
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Il climatologo Mercalli: "Sul clima serve più consapevolezza"

Una ventina di città da bollino rosso in Italia fra cui Brescia, ma non è solo il nostro Paese a boccheggiare in questi giorni. La stessa situazione «straordinaria» la sta affrontando tutta Europa. Per Luca Mercalli, climatologo e presidente della società meteorologica italiana, ospite all’incontro al museo SantaGiulia «Brescia per il clima», questa ondata di caldo non è un caso.

L’attualità, professore, ci mette davanti una realtà: questa ondata di caldo a giugno è un fenomeno meteorologico o climatico?

Non è altro che uno dei tanti sintomi che da più di 20 anni abbiamo sull’Italia, sul Mediterraneo e in tutto il mondo. La crisi climatica è incalzante, non dobbiamo stupirci, dobbiamo semmai prendere questi nuovi fenomeni estremi come sprone per darci da fare per limitare sia i danni, come l’adattamento, sia per non peggiorare la temperatura rispettando questi benedetti accordi di Parigi e tutto quello che si cerca di fare per ridurre i cambiamenti climatici. Quello a cui invece assistiamo ogni volta è che si fa la cronaca di questi giorni con stupore e poi quando arriva il fresco tutto torna come prima.

Molti dicono che a questi cambiamenti l’uomo potrà adattarsi, è vero?

È vero, ma l’adattamento non è cosa facile, anche perché non è mai completo. Ci sarà sempre una parte di danni impossibile da risolvere che porterà un aumento del rischio sanitario, mortalità da caldo, costi superiori per le bollette. Non è solo adattamento, bisogna far di tutto per evitare che la temperatura aumenti di più, questa ormai ce la teniamo.

C’è qualcosa che i cittadini possono fare?

Essere informati e smetterla di partecipare a questo negazionismo che trionfa sui social dove metà popolazione cerca scuse e si deresponsabilizza dicendosi «non è vero, non è colpa nostra». Serve più consapevolezza. Poi ricordiamoci che in Italia ognuno di noi emette 6.500 kg di CO2, siamo tutti responsabili, tutti noi quando consumiamo energia fossile partecipiamo al cambiamento climatico, quindi: sprecare meno, essere più efficienti e passare ad energie rinnovabili.

Bisogna avere paura?

Io ho già paura. Se ci proiettiamo fra 30 anni, per le generazioni più giovani, lo scenario di questi giorni potrebbe diventare, purtroppo, la normalità.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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