Un investimento da quasi 13 milioni di euro per un impianto in grado di trattare le acque reflue di un bacino equivalente a 16mila abitanti. È stato inaugurato oggi il nuovo depuratore di Mazzano, che servirà anche la frazione di Ciliverghe, sostituendo la vecchia struttura, ormai sottodimensionata e non più adeguata agli standard normativi.
L'opera, realizzata da A2A Ciclo Idrico, è costata complessivamente 12,7 milioni di euro, di cui oltre 4,5 finanziati a fondo perduto da Regione Lombardia. I lavori, iniziati nell'aprile 2024, si sono conclusi a giugno di quest'anno, consentendo l'entrata in funzione dell'impianto in autunno.
Come funziona il nuovo impianto
Il depuratore sorge a circa 300 metri da quello precedente, in un'area già destinata a servizi, accanto alla Tangenziale Sud, al centro di raccolta dei rifiuti e all'ex discarica. Per collegarlo alla rete fognaria è stata realizzata una nuova condotta di 320 metri.
L'impianto dispone di due linee di trattamento autonome, progettate per garantire la continuità del servizio anche in caso di fermo di una delle due. Sono inoltre presenti sistemi di filtrazione e disinfezione delle acque, una vasca per gestire le precipitazioni più intense e un sistema di trattamento dell'aria per limitare gli odori.
Le acque depurate vengono immesse nella roggia Mazzanesca Bettole a Mattina, appositamente riqualificata per migliorarne la capacità di portata.
Gli investimenti nel Bresciano
Con quello di Mazzano salgono a undici i depuratori realizzati da A2A negli ultimi anni in provincia di Brescia. Tra gli interventi più recenti figurano quelli di Pralboino e Visano, inaugurati nella primavera del 2026.
«Investire nella depurazione significa proteggere l'ambiente e la risorsa idrica, ma anche dotare i territori di infrastrutture moderne», ha sottolineato Tullio Montagnoli, amministratore delegato di A2A Ciclo Idrico.
Negli ultimi anni il gruppo ha investito oltre 200 milioni di euro nel ciclo idrico bresciano, anche per contribuire al superamento delle infrazioni europee in materia di depurazione. Il piano industriale al 2035 prevede ulteriori 500 milioni per le infrastrutture idriche provinciali, di cui circa 80 destinati agli interventi di trattamento delle acque reflue ancora da completare.



